Agosto 08, 2018 122

Che dice la SVIMEZ oggi alla “Calabria che prova a rialzar la testa” ?

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Agosto 06, 2018 37

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Luglio 07, 2018 553

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Il messaggio di Napolitano

Progetto Università Solidali

Che dice la SVIMEZ oggi alla “Calabria che prova a rialzar la testa” ?

Se l’azienda Apple vale 4 volte più della Grecia, ha senso discutere oggi della Calabria e del Mezzogiorno ?

Se i processi di sviluppo internazionali sono tali da fagocitare l’autonomia d’intere nazioni, com’è possibile agire in sede locale per non restare inerti di fronte allo spread e al cinismo dei mercati?

Un giovane meridionale insomma può riaprire gli occhi tumefatti dalla pesante crisi recessiva e intravedere bagliori e prefigurare la possibile fuoriuscita dal tunnel?

E’questa la sfida su cui si misura oggi una nuova capacità di d’intervento di tutte le classi dirigenti sulle prospettive della Calabria, del Mezzogiorno, della coesione nazionale ed europea. Quest’anno le Anticipazioni Svimez (illustrate due giorni fa a Roma da Adriano Giannola e Luca Bianchi, alla presenza della nuova Ministra Barbara Lezzi) hanno impresso un impulso nuovo in dati e proposte che aiuta a superare la tradizionale dialettica tra ottimisti e pessimisti, tra enfatici risvegli e cupe depressioni.

Già l’anno scorso la Svimez aveva evidenziato con i suoi dati la Calabria che prova a rialzar la testa. I risultati più recenti, del protagonismo attivo d’imprese private e di una migliore capacità della Regione a programmare e utilizzare in tempo i fondi europei,(assieme all’Agenzia per la Coesione) consolidano questa tendenza, con “la più significativa accelerazione della crescita”. Ne derivano perciò nuove e più impegnative decisioni, sia per le istituzioni che per la società civile. Per affrontare in tempo i fattori negativi inquietanti (disoccupazione, emigrazione intellettuale, incursioni e ramificazioni della mafia e dei gruppi affaristici) che altrimenti farebbero prevalere la desertificazione sociale e civile della nostra terra. La questione eminente da affrontare è sotto gli occhi di tutti: se non cresce il Sud l’Italia arranca, comprime le proprie capacità innovative e produttive e rinuncia ad esercitare quella funzione nevralgica, enfatizzata anche nei giorni scorsi nel recente incontro tra i presidenti Trump e Conte per “stabilizzare il Mediterraneo” e presentare nella prossima conferenza internazionale sulla Libia, misure per la sicurezza e obiettivi di cooperazione per la pace e lo sviluppo.

La Calabria a partire da Gioia Tauro, risorsa strategica che in soli 3 anni era diventato il primo porto del Mediterraneo, può esprimere il simbolo di un nuovo scenario della logistica internazionale. La Calabria e il Sud non sono una palude. Quest’area, pur con le sue fragilità, è rimasta agganciata alla ripresa economica dell’Italia anche nel 2018, con incoraggianti segnali di tante imprese agricole e industriali, con attività pregevoli di alcune università, con reti solidali che hanno sopperito alle gravi carenze della pubblica amministrazione nella cura delle persone, dagli asili nido ai centri per gli anziani. Una Calabria quindi che definitivamente, a testa alta, cominci a uscire dalla rassegnazione giova all’Italia intera. Lo Stato deve fare tutta la sua parte e accompagnare ogni segnale virtuoso del capitale umano meridionale, evitando quindi forzature egoistiche di Regioni che, in nome di una autonomia rafforzata, pretendano di squilibrare ulteriormente la tutela dei servizi essenziali per tutti i cittadini, garantiti dalla Costituzione.

L’analisi più rigorosa delle esperienze internazionali, dalla Germania all’Irlanda, dimostra come l’intervento dello Stato solo se protratto nel tempo, con misure innovative e consistenti supporti finanziari, può ridurre drasticamente i divari territoriali interni fino ad annullarli e dare più forza all’intera comunità nazionale. Due sono a questo punto gli obiettivi prioritari: 1 il riequilibrio, sin dalla prossima legge di bilancio, nella allocazione generale della spesa pubblica, applicando la legge già in vigore sul criterio del 34% delle risorse rapportato alla percentuale della popolazione. 2. la immediata sperimentazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) con agevolazioni tali da attrarre nuove imprese e nuova occupazione. Siano questi 2 segnali strutturali verso quei giovani che oscillano tra la tendenza “spontanea” alla fuga dal Sud e la voglia di contribuire al riscatto civile ed economico della propria terra: “Il Sud è utile” anche al Nord, all’Italia e all’Europa: è un luogo denso di antica storia ed oggi pronto ad estirpare mafia, clientelismo, rassegnazione, rafforzando a tutti i livelli la barriera della coerenza etica, con efficaci riferimenti simbolici per le nuove generazioni.

Pino Soriero

Comitato di Presidenza SVIMEZ

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