3 proposte del CAMPO per bloccare il degrado del territorio calabrese
Edificati 269.560 ettari in soli 15 anni, + 26,13% dell’intero territorio libero regionale
In soli 15 anni (fra il 1990 e il 2005) in Calabria sono stati edificati 269.560 ettari, pari al 26,13% dell’intero territorio regionale ( dati ISTAT e SVIMEZ).
Si è costruito ovunque: nei greti dei fiumi, sugli arenili, sulle scarpate.
Se non si inverte questo modello di “ accumulazione primitiva”, non si riuscirà a bloccare il degrado ambientale della regione.
E’ arrivato il momento di interrompere il mercato politico del territorio, che illusoriamente produce sviluppo, ma in realtà distrugge risorse.
1. Serve un piano decennale di manutenzione del territorio che, ben oltre le emergenze,deve costituire atto di ordinaria amministrazione. Su di esso si può concentrare una quota consistente dei fondi FAS di cui in Parlamento, da più parti, si è chiesta la restituzione al Sud (circa 20 miliardi di euro)
2.Serve anche una riforma legislativa che si ispiri alle esperienze positive dei paesi europei più attenti a impedire il consumo del suolo.
3. E innanzi tutto occorre spendere per la prevenzione il 15% di tutti i fondi affidati alla Protezione civile , come discusso in Parlamento.
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