Il Campo istituisce il premio Emilia Zinzi

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei nipoti della Prof.ssa Zinzi
 
Catanzaro – È trascorso un mese dalla scomparsa di Emilia Zinzi, nostra cara amica, donna di notevole cultura, attenta studiosa del passato e moderna interprete del presente.
Ha aderito all’Associazione con entusiasmo sin dalla sua fondazione, partecipando a tutte le iniziative ed intervenendo sempre con passione e grande fascino culturale.

Emilia, storica dell’arte e docente universitaria di chiara fama, ha espresso una vastissima produzione culturale su temi di rilievo nazionale ed internazionale.
Ha studiato la Calabria, il suo territorio e il suo patrimonio storico.
La sua ricerca, rigorosa e originale, non ha solo un grande valore scientifico, ma è carica di tensione etica e si proietta sul piano delle finalità sociali e collettive.
Ha amato profondamente la Calabria e la sua città, Catanzaro, e ha molto sofferto per i suoi mali e per l’inadeguatezza delle sue classi dirigenti.
Con profonda amarezza discuteva con noi del paradosso di una città che, pur disponendo di significative risorse culturali, costantemente ne ha disconosciuto il valore giacché le sue classi dirigenti, di volta in volta, hanno contrapposto ai necessari interventi di tutela e valorizzazione l’incuria e la manomissione di intere parti della città storica.

Emilia, la “piccola Emilia”, come amava definirsi, non si è mai rassegnata all’indifferenza e alla negligenza; all’ipocrisia di coloro i quali, pronti nei convegni ad elogiare “la Catanzaro d’altri tempi”, nella gestione concreta del territorio hanno continuato a deturparla. Perciò teneva a ricordare di aver lottato, spesso in solitudine, per ridurre i danni prodotti dagli scempi edilizi e dalle aggressioni al territorio.

Con passione si è opposta alla demolizione di Palazzo Serravalle, che a Catanzaro avveniva negli anni settanta, proprio quando l’urbanistica italiana avviava in tante città la stagione del recupero e della conservazione dei centri storici.

Con la medesima passione ha tentato di salvare , da quelli che definiva “gli abnormi addensamenti edilizi”, i luoghi cassiodorei, da lei tanto amati e studiati, nel territorio di Stalettì.

Emilia era una inguaribile ottimista e riponeva le sue speranze nei giovani con i quali si relazionava costantemente in modo naturalmente spontaneo.
Per loro, ha raccolto e catalogato i quasi cinquemila testi della sua biblioteca.

Per ricordarla, per contribuire ad onorare il valore scientifico, etico e educativo della sua lezione, per continuare il suo ideale dialogo con le giovani generazioni, l’Associazione “il Campo”, intende istituire un premio alla sua memoria, destinato ai giovani laureati che affrontino il tema della tutela e valorizzazione delle risorse culturali calabresi.

Un segnale per i giovani di alto valore simbolico nel ricordo di chi invitava tutti a non lasciare questa terra e ad impegnare tutte le proprie energie per costruire un futuro migliore.

La lettera dei Nipoti di Emilia Zinzi

Cari Laura e Pino,

l’articolo ha perfettamente colto il patrimonio di valori e di idee che Emilia ha lasciato in eredità a tutti coloro che vorranno e sapranno farne tesoro.
La Vs. tempestività, nel progettare e realizzare il “Premio Emilia Zinzi”, per valorizzare le energie che saranno spese per la tutela e valorizzazione delle risorse culturali calabresi, è un chiaro esempio della Vs. concretezza e capacità di lavorare guardando al futuro.

Grazie

Marta e Ugo 

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