Soriero: “Iraq, indietro le armi, avanti la cultura”

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Così ha affermato il nostro Presidente alla conferenza stampa sul “Progetto di solidarietà per l’università di Nassiriya”, tenutasi a Catanzaro il 16 gennaio scorso
 
Un progetto all’insegna della solidarietà e del dialogo tra popoli e culture diverse: questo il senso del sostegno all’Università Thi-Qar di Nassiriya garantito da tre università calabresi (l’Università della Calabria, quella di Catanzaro e la Mediterranea di Reggio Calabria), l’associazione culturale “Il Campo – Idee per il futuro”, l’Università “Roma Tre” e tre atenei napoletani (Federico II, l’Orientale e la Seconda Università).

Il progetto dal 2004 finanzia scambi culturali e scientifici, ed ora si amplia avviando l’e-learning, l’insegnamento a distanza, per tutti gli studenti di Medicina dell’Università di Nassiriya, i primi contratti per dottorati di ricerca affidati a neo-laureati iracheni che soggiornano in Italia, e la creazione nell’Ateneo di Nassiriya della “Facoltà delle “Paludi”, destinata a sviluppare la formazione al recupero geo-ambientale, economico e sociale dell’ecosistema delle paludi, gravemente danneggiato durante il regime di Saddam Hussein.
Questa seconda fase si avvale anche del sostegno del Ministero degli Affari Esteri.
L’iniziativa è stata presentata stamani in una conferenza stampa organizzata dall’ateneo di Catanzaro con l’Assessore regionale alla Cultura e all’Istruzione, l’onorevole Sandro Principe, e il presidente dell’associazione culturale “Il Campo – Idee per il futuro”, l’onorevole Giuseppe Soriero.

Soriero, dopo aver illustrato la seconda fase del progetto di solidarietà, ha letto la lettera del Rettore dell’Università di Nassiriya, Riadh Shanta, che ringrazia l’Italia per questo primo segnale concreto di solidarietà: “Tale sostegno – si legge- sigla un legame d’oro per i rapporti culturali tra l’Italia e l’Iraq”. “Un modo concreto – ha detto l’onorevole Soriero- per sottolineare la solidarietà delle Università ed esprimere un’altra idea di rapporti internazionali.
Vogliamo dire indietro alle armi e avanti alla cultura per favorire il dialogo tra i popoli, rispettosi delle specificità e delle identità di ciascuno.
Centinaia di giovani iracheni, attraverso l’e-learning, possono formarsi e studiare le problematiche in ambito medico slegate da situazioni di emergenza, come quelle di guerra, per prepararsi ad un uso civile delle tecnologie mediche”.

Durante la prima fase del progetto sono state inviate presso l’Università di Nassiriya attrezzature informatiche ed è stato istituito un “Centro femminile di ricerca informatica”.
Un incontro e interscambio positivo tra culture, la base da cui partire per costruire una società e un mondo nuovo. 

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