IL CORAGGIO DELLA PAROLA PER SCONFIGGERE LA MAFIA: l’Associazione IL CAMPO al fianco di GIOVANNI TIZIAN

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Ci sono uomini che accettano tutto, subiscono in silenzio o al massimo si lamentano, ma lasciano correre. Hanno paura di raccontare ciò che vedono, ciò che sanno, la realtà per come è e non per come gli altri la raccontano.

Questi uomini in sostanza supportano la mafia, perché la coprono, avvolti morbosamente tra le paure e le esitazioni: quei tanti “chi te la fa fare” che tediano come uno slogan, blando quanto ripetitivo, le coscienze assopite di chi non vorrebbe essere sordo, di chi ha sentito e avrebbe molto da dire.

Poi ci sono uomini coraggiosi, anche se hanno ancora solo 29 anni, uomini che hanno vissuto la barbarie della mafia sulla propria pelle, perdendo il padre da ragazzini;

uomini che non possono accettare quello che vedono perché non vedono libertà, ma oppressione diffusa, in espansione, una piovra che, dopo aver stritolato il Mezzogiorno, allunga i propri tentacoli sul Nord, “la locomotiva economica del Paese”.

Giovanni Tizian è un giornalista free lance, un ragazzo che con passione ha deciso di diventare cronista d’inchiesta e di dedicarsi con tenacia a raccontare come, anche al di là della “Linea Gotica”, la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra  stiano conquistando ruoli di preminenza e controllo nelle attività imprenditoriali  e in settori di rilievo della politica e delle istituzioni.

Giovanni scrive su alcune testate (“Gazzetta di Modena”, “Linkiesta.it”,”Lettera 43”, “Narcomafie”) ciò che accade quotidianamente in Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Adesso ha pubblicato un libro dal titolo “Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea”.

Un libro di quelli che fanno male alle mafie, un libro d’ inchiesta, più giornalistico di “Gomorra”, quindi forse ancora più “temibile”. Per questa pubblicazione Giovanni ha ricevuto minacce ed è stato messo sotto scorta.

Ciò che Giovanni scrive fa discutere, scuote le coscienze, aiuta a sapere.

Nel rifugio di Michele Zagaria, spoglio di riferimenti scritti per quanto adorno di materiali tecnologici, è stata trovata una copia di “Gomorra”: un libro, il nemico che fa più paura a chi afferma di non averne mai.

La forza della parola, infatti, è capace di spezzare le catene dell’omertà, arrivando finalmente a definire ciò che in molti hanno paura solamente a nominare.

Da tempo abbiamo detto che il fenomeno mafioso non potesse essere circoscritto come “un bubbone” nel Sud; da tempo abbiamo invocato più attenzione nazionale sul carattere sistemico del modello mafioso.  L’economia del Nord rappresentava una preda troppo allettante per non essere aggredita dalle mafie  e così purtroppo è avvenuto. Giovanni nel suo libro parla di  voto di scambio, corruzione elettorale, acquisizioni societarie tramite usura, pizzo camuffato da servizi alle imprese, droga, incendi e minacce: tutte le azioni che il parastato mafioso programma per controllare e comandare.

Riccardo Iacona, domenica scorsa, nel corso dell’ultima puntata di “Presa Diretta”, ha raccontato efficacemente la Mafia al Nord, accendendo ulteriormente i riflettori su un fenomeno in mostruosa espansione.

L’associazione “IL CAMPO” è al fianco di chi lotta contro le mafie, di chi vuole parlare delle mafie per farle conoscere e per combatterle;

per comprendere dove si annidi e come possa essere contrastata la mafia dei colletti bianchi del Nord, non  meno pericolosa della mafia delle lupare che controlla i territori meridionali.

Chiediamo ai giovani calabresi di contrastare aspramente la subcultura mafiosa che cerca di porsi a modello di vita in molte aree della nostra regione.

Chiediamo ai giovani  di non cedere alla rassegnazione e  di aiutare quelli che come Giovanni hanno deciso di dare una svolta alle vite degli altri.

L’alternativa c’è e la parola, con la sua potenza unica e liberatoria, ci aiuta a vederla.

 

Associazione “IL CAMPO Idee per il futuro”

associazioneilcampo@libero.it

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