E volò via e volò via, era l’uomo di domani

0
267

Per ricordare il grande Lucio Dalla, pubblichiamo l’articolo che “La Repubblica” dedicò a “La Sera dei Miracoli”, il megaconcerto del 25 settembre 1999, tenuto nel porto di Gioia Tauro, di cui Dalla fu protagonista.

L’evento fu fortemente voluto da Pino Soriero, allora Presidente del Comitato interministeriale per l’area e il porto di Gioia Tauro.

 

Lucio Dalla dei miracoli

GIOIA TAURO – Lucio Dalla dice che siamo a un millimetro dal futuro. Gli enti regionali calabresi contano di trasformare il concerto di Gioia Tauro in un appuntamento fisso. Le navi che passano dietro al grande palco sistemato di fronte al più importante porto container d’ Europa sembrano parte integrante di una scenografia post-moderna e carica di suggestioni: la fatica dei portuali e le monumentali gru bianche e rosse che salgono e scendono per tutta la notte fanno da sfondo ad un concerto che porta con sé un bagaglio di riflessioni profonde. Tutto, insomma, lasciava intendere (e soprattutto sperare) che La sera dei miracoli non rappresentasse un episodio sporadico né una pura e semplice celebrazione del mito del millennio che se ne va. Più che un concerto, quello di Gioia Tauro può essere considerato un laboratorio di idee musicali, un container di proposte per la canzone del nuovo secolo, ovvero una forma di espressione che unisca tradizione popolare, melodramma e pop. Non a caso, Dalla ha pensato a questa serata come a una festa popolare. L’ apparente disomogeneità del cast nascondeva una voglia di sfida e di azzardo, o magari il desiderio di rendere per una volta il Sud un ideale punto di partenza per un nuovo modo di concepire lo spettacolo musicale. “Nel Sud i fenomeni nascono senza alcuna retorica, non si nasconde nulla della felicità e del dramma”, aveva detto Dalla presentando il concerto. E proprio al Sud fanno riferimento, per discendenza geografica o per appartenenza culturale (è il caso proprio di Dalla e Gianni Morandi, sudisti di adozione) tutti gli artisti che si sono alternati e incontrati sul palco di Gioia Tauro davanti a 200mila persone: da Franco Battiato a Nino D’ Angelo, da Mango al presentatore Lino Banfi fino all’ orchestra sinfonica Scarlatti di Napoli. Ognuno testimone di un Sud diverso, ma tutti uniti nel tentativo di mettere in piedi uno spettacolo diverso dal solito megashow pretestuoso concepito per la diretta televisiva. Se non altro, il concerto non ha sofferto della gelida ingessatura che caratterizza il Pavarotti & Friends, dove tutti sembrano sempre fuori posto. Pur con tutti i limiti di una prima volta e gli inevitabili compromessi televisivi, il concerto di ieri sera ha regalato momenti di grande suggestione: la voce di Mango (soprattutto nel duetto con Dalla per Bella d’ estate che i due hanno scritto insieme), il composto rigore di Franco Battiato (affascinante e di grande impatto emotivo la sua rilettura per pianoforte, archi e voce di La canzone dell’ amore perduto di Fabrizio De André), le versioni per orchestra dei classici di Lucio Dalla (soprattutto La sera dei miracoli e Anna e Marco, più melodramma che pop), lo stile inafferrabile di Juri Camisasca (che ha cantato in latino), il talento lirico di Cecilia Gasdia che ha sorretto il volonteroso Dalla in Nessun dorma. E anche nei momenti meno riusciti, come la troppo autocompiaciuta versione di Luna rossa cantata a quattro voci da Dalla, Morandi, Mango e D’ Angelo, ha vinto il divertimento. I fuochi d’ artificio che hanno illuminato il porto durante Ciao potrebbero dunque trasformarsi nell’ augurio di non perdere una grande occasione. Che oltre alla musica ha offerto importanti motivi di riflessione grazie ad Amnesty International, cui era dedicata la serata. Per bocca del presidente della sezione italiana, Daniele Scaglione, Amnesty ha lanciato una nuova campagna chiamata “Bambini da salvare” con la quale intende sostenere i diritti dei minori che vivono in carcere che subiscono abusi familiari o vengono gettati sui fronti di guerra. Ci sono più di trecentomila bambini-soldati sparsi nel mondo. – di ANDREA SILENZI
 
 

 

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here