LO TSUNAMI ETICO NELLA POLITICA ITALIANA

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di Stefano Volante

Roma e Milano, Lazio e Lombardia, ed ora Campania e Sicilia, sembrano tutte accumunate da un crudele destino che da tempo sta martoriando tutta la nostra Penisola.

La Questione Morale torna così prepotentemente alla ribalta imponendo sul palcoscenico  politico l’Etica come inaspettata protagonista assoluta della imminente stagione elettorale, materializzatasi in Regione nei noti fatti penalmente rilevanti (corruzione, concussione, malversazione di denaro pubblico ecc.) che testimoniano come il declino morale sembra stia travolgendo la nostra Società sin dalle fondamenta.

Il grottesco panorama offerto dalla Polverini (la Giunta è innocente, solo il Consiglio è colpevole!) è solo l’ultimo patetico tentativo di salvarsi quando la nave sta affondando, offrendo una spiegazione degli eventi tanto contradditoria da generare stupore anche tra i presenti alla Conferenza Stampa.

In questi frangenti il rischio di cadere facilmente nel disfattismo e nel populismo è grande, ma credo che basti esaminare realisticamente gli eventi per prendere atto dell’inimmaginabile realtà.

Il gigantesco groviglio di soldi, interessi, rendite e potere che sta continuando ad emergere dalle indagini andava avanti da anni senza essere mai denunciato, con la tacita connivenza di maggioranza, di opposizione e di tutti quelli che ne erano a conoscenza.

Una sorta di consenso-assenso o di “collettiva assuefazione al peggio”  che portava tutti a partecipare al banchetto, come testimonia puntualmente il bel libro “La Casta Invisibile delle Regioni”.

Lavoro, Sanità, Politica Industriale, Lavori Pubblici…………non c’è materia che non sia stata influenzata da quest’abbraccio fatale: i lauti introiti (leciti e illeciti ma sempre stranamente eccessivi) dei Consiglieri Regionali di Lazio, Lombardia, Campania e Sicilia (per citare solo quelli accertati) ne sono un piccolo esempio.

Ma il pensare che la corruzione sia un “vizio” tipicamente italiano è  una spiegazione censurabile sotto tutti i punti di vista: forse il motivo di una scarsa presenza di morale nel mondo politico si potrebbe cercare risalendo alle origini etiche tratteggiate nella dottrina cattolica, ma generalizzare sulla valenza dei principi morali può essere fuorviante e per questo è meglio attenersi ai riscontri giudiziari, accertando se i reati siano stati realmente commessi e fissando regole perché non si ripetano in futuro.

Pertanto, come abbiamo detto più volte,  anzitutto bisogna cominciare ad insegnare Regole e Principi morali sin dalle scuole elementari, reinserendo a pieno titolo l’Educazione Civica nei programmi scolastici dopo anni di oblio.

 

Ma saranno necessarie almeno un paio di generazioni affinché questo cambio di mentalità maturi completamente le Istituzioni e, nel frattempo si potrebbe continuare l’opera già intrapresa procedendo drasticamente con proposte incisive:

istituire l’anagrafe tributaria pubblica di eletti e nominati;

togliere i vitalizi;                                                                                                                                                                                                                                                       

limite tassativo di 2 Legislature per tutte le cariche Istituzionali;

necessità di controlli imparziali e certificati su tutte le strutture pubbliche e private;

eliminare i “fondi a pioggia” per Gruppi Regionale;

dimezzamento Parlamentari;                                      

diminuzione Giunte e Consigli Regionali e Comunali;

affidare a Società Esterne controlli efficaci e d effettivi su conti, Bilanci e Procedure.

Sono alcune regole di buon senso che, al di là dell’indubbio impatto economico e dell’essere già stato oggetto di dibattito nel mondo politico, darebbero un segnale di svolta civica di straordinaria importanza,  visto che l’esempio verrebbe da chi ci deve governare.

Noi lo speriamo.  E, a tal fine, ci stiamo impegnando per coinvolgere tutti i cittadini di buona volontà.

 

 

Stefano Volante

Presidente di Communitas2002.it

direzione@communitas2002.it

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