The sound of silence

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di Antonio Soriero
Non avrei voluto unirmi al fiume di coloro che scrivono il giorno dopo una strage.
E’ ormai un fenomeno di costume tale da aver invaso Facebook. 
Basta che muoia qualcuno che sia quantomeno noto, che succeda qualcosa in qualche angolo del mondo “amico” (guai a commentare le tragedie quotidiane dell’altro mondo, quello contro il quale l’Occidente ha impattato) ed ecco epitaffi d’autore, lacrime collettive, frasi sdolcinate, ricordi, pensieri e parole (senza essere Battisti).
Tuttavia i fatti, la tragedia, di Boston mi hanno colpito in particolar modo.
La maratona è il manifesto della fine di un conflitto. E’ stata pensata, come moderna competizione, in onore del percorso fatto dall’oplita Fidippide per annunciare la vittoria degli ateniesi sui persiani.
La maratona, nell’immaginario collettivo, è l’annuncio della fine delle ostilità.
E’ inoltre la gara regina delle Olimpiadi….CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO

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