Soriero:”Fare dell’area del porto di Gioia Tauro una Zona economica speciale (Zes)”

0
156

(ANSA) – GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 11 APR – Fare dell’area del porto di Gioia Tauro una Zona economica speciale (Zes) connessa con le aree vaste e le filiere territoriali logistiche calabresi, per migliorare la competizione con i principali porti europei. E’ quanto propone il consigliere Giuseppe Soriero nella relazione pubblicata sull’ultimo numero della Rivista economica del mezzogiorno, trimestrale della Svimez diretto da Riccardo Padovani.

“Nonostante la crisi degli ultimi anni – si legge nella relazione – il porto di Gioia Tauro resta il ‘cancello d’Europa nel Mediterraneo’, primo porto di transhipment nel Mediterraneo alla fine degli anni ’90, oggi ancora con potenzialità da sfruttare, quali il miglior tempo di transito nel Mediterraneo per la posizione geografica (6 giorni di vantaggio via Gibilterra verso i Paesi del Nord Europa rispetto ai 18 via terra da Genova e Venezia) ed estese aree adiacenti libere da insediamenti urbani e industriali da adibire a filiere produttive e servizi logistici”.

“Puntare a fare di Gioia Tauro un super hub internazionale – scrive Soriero – significa far convergere su una strategia unitaria l’intero sistema portuale nazionale, tanto più che nei prossimi dieci anni i movimenti di merci nel Mediterraneo raddoppieranno, passando da 27 a 58 milioni di Teus. Gioia Tauro già supporta la crescita dei movimenti in altri porti italiani (Venezia, Livorno, Trieste e Cagliari), a dimostrazione che esiste anche un Sud non piagnone e utile al Nord. Gioia Tauro, a buon diritto, è indicata da alcuni anni come il simbolo di un nuovo Mezzogiorno, capace di far valere le proprie risorse e di fornire un contributo prezioso alla crescita del Sistema Italia. Va poi sottolineato che quello che negli anni scorsi era diventato il Primo porto di transhipment del Mediterraneo nonostante le difficoltà degli ultimi tre anni, a fine anno 2013 ha registrato un risultato eccellente, con oltre 3 milioni di teu movimentati (3.087.000) e un incremento del 15% rispetto al 2012”.

“Dal punto di vista istituzionale – si legge nella relazione in merito alle proposte – per facilitare l’attuazione dei programmi occorrerebbe operare in un’ottica collegiale, istituendo una struttura di coordinamento tra Governo, istituzioni regionali e locali presso la Presidenza del Consiglio, così da porre fine ai lunghi contenziosi tra autorità concorrenti. Accanto alla Zes, occorrerebbe inserire il porto in una delle Filiere territoriali logistiche individuate dalla Svimez, quale insieme di attività commerciali e logistiche, che importano via mare materie prime e semilavorati, li lavorano e riesportano sempre via mare, creando valore aggiunto, crescita e occupazione. Per potenziare il mercato interno è necessario inoltre dotare il porto di scambi intermodali porto-ferrovia e di strutture logistiche di servizio. Un primo ambito di intervento potrebbe interessare l’integrazione tra l’Area vasta della città della Piana, che va da Gioia Tauro verso Lamezia, con l’aeroporto internazionale, l’autostrada del Sole, la ferrovia tirrenica e la realizzazione del rigassificatore e della piastra del freddo”.

“La riduzione delle tasse di ancoraggio e portuali – conclude la relazione – potrebbe favorire gli investimenti anche stranieri nell’area. Andrebbe anche verificato con le Ferrovie Italiane l’impegno verso il trasporto delle merci, in corrispondenza del rinnovo del Contratto Nazionale di Programma”.(ANSA)

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here