Nell’anniversario della strage di Nassiriya, il nostro impegno per il dialogo e la pace

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Grati al Presidente Mattarella che, nel ricordo del terribile attentato alla base dei Carabinieri In Iraq, ha dato nuovo impulso alle prospettive di pace e solidarietà tra i popoli.

Per noi questa data ha un particolare valore simbolico perché l’Associazione “IL CAMPO” è stata profondamente segnata dalla barbarie di quell’attentato, un colpo inferto al cuore della speranza.

Sono passati 17 anni dal 12 novembre 2003, giorno in cui troppe vite si sono spente per “la difesa della pace e per l’affermazione dei diritti umani”, come ha ricordato oggi il Presidente  Mattarella nel messaggio inviato al Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

Nassiriya

Sin dai primi mesi del 2004, grazie all’ispirazione culturale di Romano Prodi e al lavoro di Marco Calamai e Giovanna Borrello, la nostra Associazione già impegnata sui problemi del Mediterraneo ha subito impostato il “Progetto Nassiriya”: una piattaforma di solidarietà pensata per aprire un dialogo tra le università italiane e quelle irachene.

Gli atenei di Catanzaro, Napoli e Roma Tre, all’insegna del messaggio “Indietro le armi, avanti la cultura”, si sono mossi come presidio di cultura e di pace.

Grazie alla preziosa collaborazione avviata, abbiamo centrato il non facile obiettivo di fornire assistenza tecnica e sostegno scientifico-formativo agli atenei iracheni, con la volontà di contribuire a ricostituire il tessuto socioeconomico e le capacità amministrative del Paese, promuovendo al contempo programmi di ricerca avanzata.

Ricordiamo con emozione la gratitudine espressa dai giovani dinnanzi ai risultati concreti del “Progetto Nassiriya” :

Il Progetto è stato ioltre insignito di una targa della Presidenza della Repubblica, a seguito dell’incontro avuto dall’allora Presidente, Giorgio Napolitano, con una delegazione italo-irachena guidata dal Soriero.

L’esperienza di solidarietà maturata con i nostri referenti iracheni ci aiuta, ancora oggi,  non solo a onorare la memoria di chi non c’è più,  ma anche a riproporre idee e iniziative che possano contribuire a delineare spazi di dialogo tra le civiltà, i popoli e le religioni  del Mediterraneo.

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