Don Mimmo Battaglia nuovo Arcivescovo di Napoli: un bel segnale per il Sud e per l’Italia

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Di Pino Soriero

Tanti auguri a Don Mimmo, a Napoli, alla Calabria, al Sud che può cogliere questo segnale di risveglio.

Tanta speranza per i giovani che hanno conosciuto il nuovo Arcivescovo di Napoli e i doni della ricca formazione spirituale espressa in ogni tappa del suo difficile ed esaltante percorso: dall’amata Satriano nostro paese natio a Catanzaro, a Napoli.

Ai giovani che, in piazza a Satriano, lo “assediavano” sulla panchina, trasmetteva subito il messaggio di una personalità che non pensava a futuri successi, poiché il suo successo era proprio là, in quel rapporto diretto, fraterno con le persone più deboli e  bisognose.

E poi ricordo la sua vitalità a Catanzaro, capoluogo della Calabria, snodo di conflitti  spesso sommersi.

Rispetto al volto degli egoismi dominanti egli ha saputo valorizzare quel Centro di Solidarietà, costruito assieme a tante energie professionali e culturali che hanno restituito la salute, la dignità e la speranza a tanti. Adesso sarà impegnato a Napoli cuore pulsante di un Mezzogiorno al bivio tra involuzione e progresso, tra autonomia e coesione.

Quella Napoli a me tanto cara per gli studi universitari e per i riferimenti religiosi e culturali che anche con Don Mimmo abbiamo discusso tante volte nel nostro paese natio.

Anche sul filo storico del rapporto tra Satriano e Napoli segnato dalla forte identificazione del Principe Filangieri che, alla Corte del Re Borbone, non a caso veniva chiamato direttamente “Satriano”. E poi il commento nei dibattiti in piazza sui dati crudi contenuti nei Rapporti Svimez che davano riscontro alle tante fragilità sociali vissute  dal Prete sul territorio.

Il suo eloquio sempre affascinante sul nesso tra livello locale e scenario mondiale lo abbiamo riletto anche nella sua recente lettera pastorale sulla pandemia: “L’emergenza ha messo a nudo la fragilità di questo nostro mondo, a livello locale così come a livello mondiale”.

Oggi tanti commenti hanno rilevato che il Papa ha saputo valorizzare un Prete di strada. Io aggiungo che certamente ha scelto per Napoli la figura  che, con la sua esperienza di anni, può testimoniare là il fecondo interscambio di cui parla la recente enciclica “Fratelli tutti”:    “Le sofferenze di una zona della terra sono un tacito terreno di coltura di problemi che alla fine toccheranno tutto il pianeta.”

E Don Mimmo per anni aveva saputo gustare quel sapore locale di cui parla l’Enciclica perché “il bene del mondo richiede che ognuno protegga e ami la propria terra.”

È davvero bello che, nei giorni in cui la Calabria è ancora descritta con le tinte fosche del degrado della sanità, del territorio e delle sue classi dirigenti, si imponga con il volto di Don Mimmo anche quella Calabria che non si rassegna e che oggi festeggia un percorso virtuoso foriero di nuovi orizzonti per Napoli, per il Sud e per L’Italia.

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