Emergenza Covid, la Giornata del 18 marzo aiuti a riflettere (V. Gallo)

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Di Vincenzo Gallo

In occasione della giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19, fissata per il 18 marzo, credo sia doveroso ricordare tutte le persone che hanno avuto una morte orrenda, senza nemmeno il conforto dei familiari.

Da sottolineare che a livello nazionale fino 18 marzo 2021 sono decedute per il Covid 103.885 persone in Italia e 752 in Calabria, numeri tra l’altro sottostimati.

C’è da chiedersi però se queste morti potevano essere evitate o almeno limitate.

Tenendo conto che alcuni paesi come la Nuova Zelanda e alcuni paesi asiatici non hanno avuto la seconda ondata, questa poteva essere evitata anche in Italia, cercando di sradicare e non di far circolare il virus, evitando di convivere con una sua diffusione elevata.

Mentre nei paesi sopra citati subito dopo i primissimi contagi sono stati effettuati lockdown brevi e immediati e tamponi a tappeto, in Italia il 15 ottobre avevamo 162 casi, 5796 ricoverati con sintomi, 586 ricoverati in terapia intensiva.

In Calabria il 15 ottobre avevamo 39 casi, 51 ricoverati con sintomi e 3 ricoverati i terapia intensiva.

Eravamo già in ritardo per chiudere tutto, ma la situazione è stata fatta precipitare, istituendo zone rosse quando ormai gli ospedali erano pieni e rimuovendole troppo presto. È bene ricordare che molte regioni si opponevano alle zone rosse per tutelare secondo loro soprattutto le categorie produttive, anche perché alcuni esperti continuavano a sostenere che il virus era clinicamente morto e che la seconda ondata non sarebbe stata come la prima.

Abbiamo inseguito il virus anziché anticiparlo, nonostante alcuni modelli matematici avevano già previsto cosa sarebbe successo.

Il risultato è stato che i deceduti dal 15 ottobre al 18 marzo sono passati in Italia da 36.372 a 103.855 e in Calabria sono aumentati da 104 a 752.

In Italia il 18 marzo i ricoverati con sintomi sono stati 26.694, in terapia intensiva 3.333 e in Calabria rispettivamente 294 e 33 e i posti letto sono già saturi. I casi il 18 ottobre sono stati in Italia 24.935 e in Calabria 404.

È veramente incredibile che nel comitato scientifico appena rinnovato siano stati nominati esperti che avevano firmato in estate un documento nel quale si sosteneva che il virus era di fatto clinicamente morto, che hanno aggredito verbalmente esperti come Crisanti che sostenevano tesi contrarie. Ciò anche se è stato previsto l’inserimento di esperti statistici e in modelli matematici, per poter anticipare il virus e non inseguirlo, uno dei quali però si è già dimesso.

Mi auguro che arrivati alla terza ondata che era stata prevista in largo anticipo da alcuni matematici, in base al tasso di crescita della variante inglese, si tenga conto di ciò che è avvenuto, si punti con decisione a creare le condizioni per poter effettuare una campagna vaccinale in tempi brevi e si evitino ancora errori che hanno favorito la morte di migliaia di persone ed hanno anche aggravato la situazione economica dell’Italia, facendo aumentare fallimenti e perdita di posti di lavoro. Ciò mentre in paesi come Israele, Inghilterra e Stati Uniti sono riusciti a vaccinare molte più persone di noi, ma anche in paesi come la Grecia hanno già vaccinato tutti gli abitanti nelle località turistiche per poter ospitare clienti già a Pasqua.

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