Dopo il Rapporto SVIMEZ : dati e proposte di Vincenzo Gallo

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Dall’analisi del rapporto Svimez 2021 sull’economia e la società del Mezzogiorno presentato  a Roma emerge che in Calabria il PIL nel 2020 è diminuito del 9,6% (in Italia dell’8,9%), mentre per il 2021 si prevede una crescita del 3,9%.

L’occupazione è diminuita nel 2020 del 4% (in Italia del 2,1%) e nel 2021 si prevede una crescita dell’1,3%.

La spesa delle famiglie è diminuita del 13,3% (-12,1% in Italia), aumenterà del 5,2% nel 2021.

Nel 2020 la povertà naturalmente è aumentata. Sono 5,6 milioni gli italiani poveri, di cui 2,3 milioni nelle regioni meridionali.

L’economia meridionale potrebbe avere una spinta decisiva se si spenderanno interamente i fondi destinati al Mezzogiorno.

Secondo la Svimez le due principali sfide sono quelle della capacità di spesa e dell’assorbimento delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pari complessivamente in Italia a 235,6 miliardi di euro, che può incidere anche sui divari di cittadinanza tra Nord e Sud, e quella del coordinamento tra fondi del PNRR, fondi della politica di coesione e politiche generali.

E’ una grande opportunità anche per la Calabria. Con questi fondi europei, nazionali e regionali, da utilizzare in modo coordinato ed integrato,  si propone di finanziare alcuni interventi prioritari per :

Potenziare il sistema di pianificazione regionale e locale

In particolare c’è necessità di :

  • Rafforzare e rendere stabile con personale adeguato il sistema di analisi, pianificazione, attuazione e controllo della Regione Calabria e degli enti locali, riducendo drasticamente i tempi dei processi decisionali e aumentando la qualità, la razionalità e la trasparenza delle decisioni. Per aumentare la qualità dell’attività di pianificazione è opportuno anche monitorare la “concorrenza”, con analisi dei casi di successo in aree territoriali in Italia e all’estero, stimolando nello stesso tempo la presentazione di idee per lo sviluppo da parte di tutti i cittadini. Bisogna anche potenziare i sistemi di analisi e controllo dei flussi di spesa regionali, nazionali ed europei in Calabria, per evitare che ci siano ancora notevoli risorse non spese.
  • Prevedere un fondo per finanziare progetti organici/integrati in aree territoriali sub regionali e progetti di filiera e in generale per creare un parco di progetti esecutivi e cantierabili, valorizzando anche la rete di liberi professionisti locali, ingegneri, architetti, geologi, informatici, ecc. ed evitando fenomeni di concentrazione di incarichi e appalti;

Favorire lo sviluppo dell’imprenditoria diffusa e contrastare la disoccupazione

Si ritiene opportuno al riguardo :

  • Promuovere lo sviluppo delle imprese esistenti e la creazione di startup di persone con talento e con progetti imprenditoriali validi, con qualsiasi forma giuridica. C’è necessità al riguardo di rendere più continui e tempestivi i fondi per la ricerca e sviluppo e agevolare investimenti di venture capital anche attraverso piattaforme di crowdfunding, per permettere agli investitori di acquisire partecipazioni in startup e spinoff con alte potenzialità di sviluppo. Ciò è avvenuto soprattutto nella Silicon Valley dove sono nate grandi imprese come Apple, Google, Facebook e tante altre avviate da giovani imprenditori. Anche in Calabria, soprattutto nell’area di Cosenza-Rende, operano da alcuni anni startup e PMI innovative che sono riuscite ad ottenere importanti finanziamenti privati di venture capital. Bisogna pertanto incentivare docenti/ricercatori universitari/singoli esperti e professionisti per favorire la creazione di nuove imprese innovative;
  • Potenziare gli strumenti di marketing territoriale e realizzare campagne di comunicazione multimediale integrata, per dimostrare che in Calabria non c’è solo mafia e corruzione, che sono da contrastare con forza, ma c’è anche una Calabria positiva da sostenere, dove operano oltre 150.000 imprese, con la presenza di grandi risorse ambientali, culturali, scientifiche, umane. E’ una condizione necessaria per attrarre investimenti esterni, italiani ed esteri, e flussi turistici. E’ opportuno al riguardo prevedere la creazione di un’agenzia per l’attrazione degli Investimenti, facendo riferimento ad iniziative come “Investire in Francia”, “Investire nelle Fiandre”, “Investire a Torino in Piemonte”.

Nello stesso tempo è necessario favorire i processi di internazionalizzazione delle imprese calabresi.

Sia per attrarre investimenti e flussi turistici e sia per favorire le esportazioni è importante valorizzare i tanti calabresi che hanno avuto successo in altre regioni e all’estero, attivando una vera e propria “rete dei giovani talenti”, come proposto dalla Svimez nel 2019.

Valorizzare le risorse turistiche culturali e ambientali

  • La Calabria è un grande parco archeologico e culturale in un unico parco naturale da valorizzare. C’è necessità pertanto di creare itinerari turistici culturali, storici, artistici, architettonici, archeologici, enogastronomici, promuovendo tutte le risorse esistenti.

Bisogna recuperare i centri storici, ma anche le antiche vie pubbliche, lungo le quali esistono ancora ponti, mulini, filande ed altri manufatti di grandi interesse, spesso in stato di abbandono. Lo dimostra anche l’esperienza di progetti di recupero di percorsi storici nel Parco del Pollino, che ho coordinato come professionista negli anni 90, lungo i fiumi Lao e  Raganello (vedere al riguardo il prospetto del Ponte d’Ilice, sul Torrente Raganello, che collega i comuni di Civita e di S. Lorenzo Bellizzi) e il progetto “Itinerari Verdi, alla riscoperta di antichi sentieri”, che ho coordinato come Assessore al verde del Comune di Cosenza, dal 2013 al 2015, con l’utilizzo di giovani volontari del servizio civile.

Da segnalare al riguardo che sulla base delle esperienze condotte sul Pollino, nel 2000 il CIPE ha finanziato al Parco Scientifico Calabrese il 50% dello studio di fattibilità del recupero dei principali percorsi storici in Calabria. Allora possibile trovare purtroppo il cofinanziamento dell’altro 50% per cui il progetto non ha avuto sviluppo, ma sarebbe utile rilanciarlo.

Favorire lo sviluppo dell’economia circolare e della chimica verde in tutti i settori

  • E’ opportuno promuovere filiere agroindustriali per la produzione non solo di prodotti alimentari, ma anche di biomateriali, biocarburanti, agritessuti;

Rafforzare il sistema sanitario pubblico, il welfare, contrastare la povertà e tutelare i diritti delle persone con disabilità

Si ritiene necessario :

  • Potenziare il sistema sanitario regionale, che durante la pandemia ha dimostrato tutta la sua fragilità, con grave carenza di personale e posti letto; creare un comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio e il contrasto alla diffusione del Covid; elaborare un piano pandemico regionale, tenendo anche conto dell’esperienza dei paesi che non hanno avuto né la seconda e né la terza ondata, bloccando sul nascere la diffusione del virus, con tracciamenti e tamponi a tappeto, oltre che puntare naturalmente sulle vaccinazioni; aumentare gli investimenti in ricerca biomedica e in telemedicina.
  • Rafforzare il reddito minimo, che è giusto garantire a giovani, disoccupati, pensionati, e le iniziative per contrastare la povertà, le discriminazioni e per tutelare i diritti umani. Non ci possono essere persone che vivono per strada o che debbono dipendere da iniziative di beneficienza. Bisogna garantire una vita dignitosa e una casa a tutti e aumentare i redditi e le pensioni minime.
  • Garantire il rispetto della normativa italiana ed internazionale, in particolare la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, con abbattimento di barriere architettoniche in edifici e spazi pubblici e privati e sui mezzi pubblici, rendendo treni, bus e taxi accessibili a tutti. Bisogna tenere conto al riguardo dell’esperienza del Trentino, che ha realizzato un servizio taxi provinciale accessibile a tutti, di quella del Comune di Bologna, del Comune di Roma, ma anche del Comune di Cosenza e di altre città dove negli anni scorsi sono stati sperimentati questi servizi che andrebbero regionalizzati. Bisogna garantire la mobilità delle persone con difficoltà di movimento e non autosufficienti e il servizio di trasporto e accompagnamento soprattutto per raggiungere le scuole dell’obbligo, le Università, le strutture sanitarie e sociali, i luoghi di lavoro, le stazioni di treni, porti ed aeroporti. C’è necessità di sostenere l’assistenza domiciliare, la vita autonoma e indipendente e le iniziative per il “Dopo di noi”, non abbandonando a se stessi le persone sole con grave disabilità, non autosufficienti, che non possono finire in Rsa anche se giovanissimi.

Bisogna inoltre investire in Ricerca Biomedica e non solo in assistenza. Segnalo al riguardo che il Cipe nel 2000 ha finanziato ai Comuni di Cosenza, all’azienda Ospedaliera e all’ASL di Cosenza e ad un consorzio universitario il 50% dello studio di fattibilità di un centro di ricerche biomediche e di assistenza per persone con varie disabilità, cofinanziato e appaltato dal Comune di Cosenza ad gruppo di lavoro internazionale, ma poi rimasto bloccato in Regione.

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