Nota sugli investimenti previsti nella città di Cosenza

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Di Vincenzo Gallo

Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Cosenza, Francesco Alimena, ha rilasciato una interessante intervista a Maria Francesca Fortunato del Quotidiano del Sud, pubblicata il 19 dicembre, che fornisce utili informazioni sullo stato di attuazione dei fondi già destinati al Comune di Cosenza e su progetti di cui il Comune ha richiesto il finanziamento.

Il Comune è in dissesto e sono scarsi i fondi ordinari utilizzabili, ma come emerge anche dall’intervista stanno per arrivare ingenti finanziamenti europei, nazionali e regionali prevalentemente per opere pubbliche, anche se sono previsti alcuni interventi immateriali.

Secondo Alimena è stata ottenuta una proroga al 15 gennaio ed è in fase di completamento la documentazione per accedere ai fondi del Cis, cioè il Contratto Istituzionale di Sviluppo “Cosenza–Centro Storico”.

E’ un macroprogetto da 90 milioni di euro a valere sulle risorse del Programma Operativo Cultura e Turismo 2014-2020, cui 40 saranno spesi dal Comune di Cosenza. La sottoscrizione del documento è avvenuta nel settembre 2020, a seguito del Tavolo Istituzionale Permanente convocato e presieduto dal Sottosegretario del MiBACT nel Governo Conte, Anna Laura Orrico, e che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti (Ministro per il Sud e la coesione territoriale, MIBACT, MEF, Ministero dell’Interno – Prefettura di Cosenza, MISE, Ministero per le politiche giovanili e lo sport, Agenzia del Demanio, Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Comune di Cosenza, Università della Calabria e Invitalia, quest’ultima quale soggetto attuatore).

Saranno spesi dal Comune di Cosenza anche i fondi dell’Agenda urbana, previsti dai programmi comunitari 2014/2020 per le città, per il contrasto alla povertà, la segregazione spaziale e sociale, il cambiamento demografico e l’utilizzo delle energie rinnovabili. Per l’area Cosenza-Rende, come si legge in alcuni documenti, dovrebbero essere stati destinati 34 milioni di euro approvati nel 2018.

Alimena precisa che sono stati previsti interventi di social housing, di coworking, coliving e per il contratto di quartiere di Santa Lucia. Per il centro storico dovrebbero essere spesi complessivamente fino al 2026 circa 120 milioni di euro, tra interventi materiali e immateriali. Il Comune ha partecipato, inoltre, al bando per gli ecosistemi per l’innovazione del Ministero per il Sud, presentando con il CNR un centro per le nanotecnologie per il restauro. Sono stati presentati anche nell’ambito del CIS tre proposte progettuali legati al futuro del distretto dello sport, con il recupero del palazzetto di Casali e delle piscine. Saranno utilizzati anche 350 mila euro assegnati alla Protezione Civile per intervenire sulle frane dei 13 canali e di Portapiana.

Per il contrasto alla povertà saranno assegnati nei prossimi giorni 65.000 euro, somma residua del contributo stanziato dal Governo per Cosenza con il decreto sostegni nel 2020. Sono stati approvati inoltre le linee guida per il bando legato al decreto sostegni bis. E’ stato attivato il reddito di libertà, che consiste in un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, per contribuire a sostenerne l’autonomia. Le richieste dei fondi debbono essere presentati dai Comuni all’Inps. Sarebbe importante se questi finanziamenti riuscissero a contrastare la povertà e il disagio sociale e ad attivare sviluppo e crescita economica non solo nella fase di cantiere. L’obiettivo finale dovrebbe essere la crescita dell’apparato produttivo esistente, anche con la creazione di nuove imprese/startup, attraendo investimenti locali ed esterni e flussi turisti.

Al riguardo sarebbe necessario destinare risorse adeguate anche alla comunicazione, promozione e marketing territoriale, facendo conoscere a livello locale, in altre regioni e all’estero le opportunità e le risorse esistenti a Cosenza. Bisognerebbe far crescere anche la cultura imprenditoriale con corsi ad hoc già nelle scuole secondarie e con il potenziamento di corsi specialistici in direzione aziendale per dirigenti di imprese e della pubblica amministrazione.

Sarebbe inoltre auspicabile che l’Amministrazione comunale informasse sistematicamente, anche attraverso il proprio sito internet, sullo stato di attuazione dei finanziamenti ottenuti o richiesti, rendendo noti anche i nomi dei soggetti che beneficeranno di questi fondi (progettisti, imprese appaltatrici, cittadini), per rendere più trasparente l’uso delle risorse pubbliche.

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