Investire in ricerca biomedica per eliminare le disabilità

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Di Vincenzo Gallo
In Svizzera è stata effettuata, pare con successo, una ricerca per consentire a persone paralizzate di riprendere a camminare.
Il progetto è iniziato alla fine degli anni ’90 e il coordinatore europeo di “Alzati e Cammina” è stato il prof. Rabischong, presidente europeo della società di neuroscienze.
Il professore è stato da me invitato all’Università della Calabria attraverso il Parco Scientifico/Calpark ed ha manifestato interesse a localizzare in Calabria la sua startup alla fine degli anni ’90.
Ha poi partecipato come consulente a un gruppo di lavoro della Bocconi che ha vinto la gara bandita dal Comune di Cosenza nel 2000, quando era sindaco l’on. Giacomo Mancini, per effettuare lo  studio di fattibilità per il Centro di Ricerche Biomediche per persone con varie disabilità. Lo studio era stato finanziato al 50% dal Cipe e per il 50% dal Comune di Cosenza, per un totale di 150.000 euro.
La proposta di progetto era stata elaborata gratuitamente da me e dalla dottoressa Riccipetitoni, allora primario di chirurgia pediatrica all’ospedale di Cosenza, dopo una visita che ho effettuato nel 1997 ad un centro per paraplegici in Svizzera all’avanguardia nel mondo.
La proposta era  stata presentata al Cipe dal Comune di Cosenza (capofila), dall’azienda Ospedaliera e dall’ Asl di Cosenza e da un consorzio universitario.
All’ospedale ortopedico di Losanna hanno ripreso queste ricerche qualche anno fa con risultanti molto positivi ed incoraggianti.
Abbiamo avuto la possibilità di effettuare queste ricerche a Cosenza 20 anni fa ed incredibilmente il progetto è rimasto bloccato in Regione.
Spero che qualche soggetto pubblico o privato possa ancora  rilanciare quel progetto o possa anche svilupparne altri in Calabria o in Italia.
Con le nuove tecnologie ci sono alte possibilità non solo di permettere a lesionati midollari di ritornare a camminare, ma di ridare la vista e l’udito a coloro i quali non vedono e non sentono. Bisogna però che qualcuno finanzi queste ricerche  non solo in Svizzera.
Al riguardo spero spero che il PNRR possa essere utilizzato anche per questi obiettivi.

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