Nuovi Parchi naturali e Distretti Turistici in Calabria

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di Vincenzo Gallo
Molti studi e ricerche sono stati effettuati per censire i beni culturali e ambientali della Calabria.
Basta leggere solo la Guida Archeologica della Calabria antica del prof. Fabrizio Mollo, pubblicata nel 2018, di 750 pagine, per rendersi conto di quante aree e musei archeologici esistono in Calabria, che costituiscono un grande patrimonio purtroppo non adeguatamente valorizzato.
Nonostante ciò, sulla base di alcune esperienze professionali penso di poter affermare che ancora altre scoperte potrebbero essere fatte e che il nostro patrimonio culturale e ambientale potrebbe essere ancor di più conosciuto e promosso con investimenti effettuati con razionalità, celerità e trasparenza.
Nel 1993, elaborando un progetto di recupero di un edificio storico a Laino Borgo sul Lao nel Parco del Pollino, per caso ho visto una carta topografica dove era segnata una via Laino Borgo – Aieta.
Ho effettuato un sopralluogo con una guida ambientale ed ho trovato un sentiero chiuso in parte dai rovi che passava anche davanti alla Grotta del Romito a Papasidero ed effettivamente permetteva di proseguire poi per Aieta e Scalea.
In pochi km c’erano cinque ponti diroccati e un’area archeologica con migliaia di frammenti di manufatti in argilla, sui quali passava indisturbato un contadino con un trattore. Da allora solo qualche settimana fa è stato pubblicato un libro del prof. Mollo sulla sua scoperta di una città nel comune di Laino Borgo.
Dopo questa esperienza, sempre nel 1993, ho provato ad individuare antiche vie comunali anche a Civita,  lungo il Raganello, sempre nel Parco del Pollino. Anche lì ci sono due ponti in muratura, il Ponte del Diavolo, in parte ricostruito dopo il suo crollo, sulla base di un rilievo che per fortuna avevo effettuato, i resti del Ponte d’Ilice, che rischia di crollare, una filanda ed un mulino, entrambi rilevati e recuperati.
Nel periodo 2003/2004, ho proposto ed elaborato il progetto “Itinerari verdi – alla riscoperta di antichi sentieri”, in qualità di assessore del comune di Cosenza. E’ stato finanziato dal Servizio Civile Nazionale ed attuato dall’Ufficio Urbanistica, con la collaborazione di giovani laureati in archeologia ed in altre discipline. E’ stata individuata in tutta la zona a sud della città una rete di antichi percorsi sconosciuti, in stato di abbandono, spesso inaccessibili, che collegavano Cosenza con i centri storici di vari comuni limitrofi. Anche lungo queste vie storiche sono stati trovati ponti, mulini, acquedotti, fontane, grotte, spesso coperti dalla vegetazione, di grande interesse storico ed archeologico, in zone di grande pregio ambientale.
Sul fiume Iassa in località Cozzo S. Lorenzo, a Donnici, è stato trovato un ponte probabilmente romano, secondo il parere del professore di archeologia dell’Unical Taliano Grasso, invitato a fare un sopralluogo nel 2004.
Negli ultimi cinque mesi in ottobre ho fatto effettuare un servizio fotografico nella valle del fiume Iassa da Anna Montoro, che ringrazio ancora, ed ho inviato alla stampa una nota per rilanciare il progetto realizzato dal Comune di Cosenza nel 2004. Ho effettuato inoltre altri sopralluoghi lungo il fiume Iassa nel Comune di Paterno, dove ho individuato un antico ponte e me ne sono stati gentilmente indicati altri due da alcuni appassionati e operatori di Paterno, oltre ad alcuni mulini e ad una necropoli sulla quale aveva effettuato scavi il prof. Roma dell’Unical.
Ho inviato una lettera ai sindaci di Cosenza, di Paterno e di Dipignano, pubblicata anche dalla stampa il 2 gennaio, proponendo di valutare la possibilità di creare un parco fluviale sullo Iassa.  Ho invitato soprattutto un docente di archeologia dell’Unical e un dirigente della Soprintendenza ad effettuare un sopralluogo, visto che da Cosenza e poi nelle valli del fiume Iassa e Savuto si ritiene passasse la via Popilia nel periodo romano e considerato che non erano stati loro segnalati ponti sullo Iassa.
Infatti pochi dei manufatti che ho localizzato dal 1993 risultano catalogati negli archivi della Soprintendenza, come ho avuto modo di verificare anche di recente.
Appare evidente che i manufatti esistenti lungo i fiumi Lao, Raganello e Iassa si troveranno quasi certamente anche lungo altri fiumi in Calabria.
E’ da evidenziare che in una pubblicazione di fine 800 è precisato che in Provincia di Cosenza operavano 1034 mulini e 77 filatoi di seta. In particolare nel circondario di Cosenza erano localizzati 378 mulini  e 47 filatoi. Il lino si lavorava nei casali di Cosenza ed era competitivo con quello olandese. “Nel 1850 il sig. Antonio Mele da Dipignano fondò una eccellente fabbrica atta a battere anche  e fondere il rame”. I lavori in ferro si effettuavano “nella ferriera dei signori La Costa di Malvito e in quelle delle officine di S. Fili, Paola, Pedace, Serrapedace. Nel libro sono precisati anche i centri specializzati in altri settori manifatturieri, ma anche le cave, le acque minerali e le miniere, per cui sarebbe interessante poter localizzare tutto ciò che è stato indicato.
Per quanto riguarda l’area di Cosenza i fiumi Crati, Busento, Cardone, Iassa, ma a nord anche alcuni affluenti del Crati nei comuni di Rende, San Fili o Montalto costituiscono una grande risorsa ambientale, con siti archeologici probabilmente in alcuni casi ancora da esplorare. Ognuno di loro meriterebbe di diventare un parco fluviale o comunque di essere valorizzato.
Tutti i borghi nell’area di Cosenza, dalla zona di Montalto a quella di Grimaldi, così come gli altri borghi e le risorse ambientali e culturali presenti in tutta la Calabria, costituiscono una grande ricchezza.
Interventi pubblici episodici e discontinui come quelli effettuati negli anni scorsi e come quelli previsti anche dal PNRR, da realizzare in tempi molto ristretti, non credo siano sufficienti a valorizzarli adeguatamente.
Sarebbe pertanto utile prevedere in Calabria anche l’istituzione di nuovi Parchi nazionali, come quello del Pollino, o distretti turistici con risorse annuali, potenziando nello stesso tempo gli uffici della Soprintendenza ai beni culturali, per poter effettuare un’attività costante di analisi, pianificazione, coordinamento e promozione.

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