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“Storia di un ingegnere” – Vita professionale e politica di Giovanni Travaglini

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Gli amici dell’Associazione “IL CAMPO” sottolineano il valore della pubblicazione che illustra l’esperienza dell’Ing. Travaglini, personalità tanto stimata quanto competente.

Un libro che invitiamo tutti gli amici del Campo ad acquistare.

Riportiamo di seguito un estratto della scheda presente sul sito maggiolieditore.it

Questo volume sulla poliedrica vicenda professionale e politica di Giovanni Travaglini – autorevole protagonista del lungo cammino di modernizzazione del Paese nel dopoguerra – ripercorre molte delle vicende italiane, e del Mezzogiorno in particolare, nel corso della seconda metà del “secolo breve”, attraverso il racconto della sua opera e del suo impegno tecnico e politico.

 

È un’ampia carrellata su un cinquantennio di storia italiana traguardata attraverso la feconda attività di un ingegnere in servizio negli alti livelli dell’amministrazione dello Stato, nonché protagonista di un impegno politico e civile condotto nel corso degli anni della grande trasformazione del territorio italiano e della società che lo abita…CONTINUA

 

Quanti pregiudizi contro il Mes!

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Articolo del Prof. Ennio Triggiani (Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’UNIBA) pubblicato sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”

Mes

Tutti siamo in trepidante attesa dei finanziamenti provenienti dal Recovery Fund o Next Generation EU. Ed è importante la garbata ma ferma sollecitazione del Presidente Mattarella ad utilizzare con massima efficienza e rapidità le risorse europee. Certo, quelle provenienti dal Recovery Fund sono consistenti ma si trascura una “piccola” circostanza; infatti, l’anticipo del 10% delle stesse -6,5 miliardi di sovvenzioni e 12,7 di prestiti- sarà difficilmente disponibile prima della prossima primavera in quanto bisogna in precedenza superare alcuni passaggi.

Il più impegnativo, dopo il via libera del Consiglio UE, è dato dalla complessa ratifica da parte di tutti i 27 Parlamenti nazionali. Dopodiché, i governi presenteranno a Bruxelles il piano dettagliato dei progetti da sottoporre al vaglio del Consiglio dei ministri economici (Ecofin) e della Commissione. Questa dovrà allora raccogliere sui mercati i fondi per poi emettere i bond che dovrebbero avere durata media di 15 anni con tassi, per tutti gli analisti, addirittura leggermente negativi.

Nel frattempo, però, il Covid 19 si diffonde rapidamente e comincia ad evidenziare lacune, non solo al Sud, della tenuta del sistema sanitario che sciaguratamente non rientrava, negli anni passati, fra le priorità di bilancio del Paese. Ed allora diventa sempre meno comprensibile il rifiuto del MES sanitario, ribadito incomprensibilmente anche da una forza di governo quale il M5 Stelle. Sarà allora bene ripercorrere, punto per punto, le obiezioni mosse periodicamente all’uso di tali fondi per verificarne la fondatezza.

1. E’ necessaria una modifica del Trattato MES per evitare la “Troika” (Commissione europea, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale) – Falso. L’art. 12 par. 1 dello stesso già prevede che i vincoli, peraltro negoziati e fissati in un apposito Protocollo sottoscritto dallo Stato richiedente, “possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto di condizioni di ammissibilità predefinite”. Ci si riferisce a queste ultime quando è stato esplicitamente e correttamente deciso che l’unico vincolo posto, come è noto, consiste nella destinazione d’uso delle spese sanitarie.

2. Non è possibile evitare la condizionalità macroeconomica – Falso. Per esempio, nel 2012 la Spagna beneficiò di un prestito dal MES per rafforzare il sistema bancario -attraverso lo specifico strumento “Prestiti per la ricapitalizzazione indiretta delle banche”- senza che fosse tenuta ad adottare nuove misure politiche. E grazie a questo intervento l’offerta di credito ha arrestato la sua caduta in Spagna prima che in Italia ed ha contribuito sensibilmente a risollevarla rapidamente dalla crisi economica.

3. Il ricorso al MES sottopone il Paese ad una “sorveglianza rafforzata”- Vero. Il Regolamento 472 del 2013 (art. 2 comma 3) affida tale controllo alla Commissione europea che però, indipendentemente dal MES, può sempre attivarsi rispetto ad “uno Stato membro che si trovi o rischi di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la sua stabilità finanziaria, con probabili ripercussioni negative su altri Stati membri nella zona euro” (comma 1). Il che potrà avvenire anche rispetto al Recovery Fund. La sorveglianza non può, tuttavia, che essere calibrata sulle concrete modalità dell’operazione di assistenza finanziaria come già ribadito dalla stessa Commissione.

4. I pericoli derivano dall’applicazione dell’art. 14 del MES – Falso. Il riferimento normativo è giusto ma il pericolo è inesistente . E’ il contrario. Questa disposizione del Trattato è intitolata “Assistenza finanziaria precauzionale del MES” e concerne proprio quegli strumenti per i quali non è previsto un programma di aggiustamento macroeconomico (v. art. 7 par. 12 del Regolamento 472/2013 e Comunicazione della Commissione del 16 ottobre 2013). Bisognerebbe invece indicare il successivo art. 16 che riguarda i prestiti non precauzionali del MES legati al programma di aggiustamento macroeconomico; ma questi riguardano, appunto, i prestiti e non le linee di credito a condizionalità ridotta come il suddetto “Pandemic Crisis Support” sanitario.

5. Saremmo sottoposti al controllo d parte di un Ente privato – Falso. Il MES è un’organizzazione intergovernativa con un Consiglio dei governatori formato dai ministri dell’economia e con i relativi controlli affidati alla Commissione europea.

6. Le condizionalità potrebbero essere introdotte successivamente ed in via unilaterale- Falso. Lo Stato beneficiario stipula un Protocollo standardizzato nel quale sono analiticamente fissate tutte le modalità di funzionamento del prestito e, anche sulla base del principio pacta sunt servanda, non può essere modificato,

7. I mercati reagirebbero negativamente – Falso. I mercati si rendono ben conto della situazione esistente e salutano del tutto positivamente ogni intervento a sostegno delle economie nazionali, tanto più se, come si è dimostrato, non presuppongono alcun quadro pre-fallimentare (come fu per la Grecia). Per di più, quando Cipro ha annunciato la volontà di usufruire di tali risorse il relativo costo dell’indebitamento è letteralmente crollato. Del resto, la linea di credito precauzionale non presuppone ma è volta a prevenire le crisi, fungendo da rete di sicurezza che rafforza l’affidabilità creditizia del Paese beneficiario.

8. Gli altri Stati membri non lo hanno ancora utilizzato – Vero. Vedremo che succederà in futuro, tuttavia va ricordato che per essi il costo del denaro, rispetto all’Italia, è notevolmente più basso e quindi è minore la convenienza.

Tralascio di rammentare le innumerevoli dichiarazioni dei responsabili delle istituzioni europee, compresi quelli italiani come Sassoli e Gentiloni, e i vari rassicuranti atti formali inclusi quello della Commissione che pur dovrebbe operare la “temutissima” sorveglianza rafforzata. Se alcune forze politiche rinunciassero a immotivati pregiudizi ideologici, un lusso che nessuno può permettersi in questi momenti, mostrerebbero maggiore serietà. Quanto è attuale il noto aforisma di Ennio Flaiano “La situazione politica in Italia è grave ma non seria”!

Abolire la distanza tra Nord e Sud

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Di seguito gli articoli della “Gazzetta del Sud” e del “Quotidiano del Sud” che hanno dedicato ampio spazio all’iniziativa organizzata, lo scorso 3 ottobre, dal Circolo PD Catanzaro Ovest con la partecipazione del direttore della SVIMEZ, Luca Bianchi, e del nostro presidente, Giuseppe Soriero.

 

 

 

 

 

Qui un commento post-evento del presidente Soriero

ABOLIRE LA DISTANZA TRA NORD E SUD

La Città capoluogo della Calabria è stata tappa importante di quel “viaggio nella nuova questione meridionale” posto in evidenza nel bel libro di Luca Bianchi e Antonio Fraschilla.

Il divario di cittadinanza” ha segnalato sin dalla introduzione del Dott. Lino Puzzonia su “Sviluppo, Diritto alla salute, Medicina di prossimità” i temi al centro del confronto, organizzato dall’Associazione IL CAMPO idee per il futuro e dal circolo Catanzaro Ovest PD La significativa e qualificata presenza ha disegnato il valore del  raccordo tra politica e cultura.

Il tema è di immediata attualità  in queste settimane in cui ferve la discussione sui nuovi rischi di contagio e di un possibile nuovo lockdown.  Le misure di prevenzione e di contrasto al virus si saldano con l’attenzione doverosa che va riportata sulle potenzialità di utilizzo oculato delle   risorse per il Recovery Fund: “l’ultima occasione per riequilibrare, con un intervento che vada ben oltre il peso naturale del Sud (34%), i diritti di cittadinanza nel Paese, a partire da trasporti, istruzione e, soprattutto sanità” ha affermato il Direttore della SVIMEZ.

Il volume di Bianchi e Fraschilla evidenzia che ad esempio la spesa per investimenti nel comparto della salute tra il 2000 e il 2018 è stata in media di 25 euro per abitante nelle regioni del Sud continentale contro i 75 euro delle regioni del Nord-Est; in Calabria sprofonda ad appena 17 euro per abitante. Qui più che altrove insomma negli ultimi anni vi è stato un progressivo scivolamento verso il basso dagli standard di servizi pubblici nazionali ed europei.

L’ Associazione IL CAMPO sostiene da tempo che a Calabria è una Regione continuamente in bilico tra arretratezza e innovazione e deve determinare adesso una svolta netta nella capacità complessiva di utilizzare con trasparenza i finanziamenti pubblici a partire dalla grande occasione dei nuovi fondi elargiti dall’Europa.

Le Istituzioni ai vari livelli adesso devono saper esprimere un impegno eccezionale per superare la inaccettabile carenza di servizi che rischia di far esplodere la società meridionale. Perciò non ci può essere spazio alcune né per la mafia né per gruppi affaristici che in più occasioni, distorcendo l’uso dei fondi pubblici, hanno indebolito la credibilità dei calabresi nel confronto nazionale ed europeo.

Adesso sono disponibili tante risorse da poter garantire finalmente ai cittadini calabresi, diritti fondamentali: vivibilità dell’ambiente locale, di sicurezza sul territorio, livelli più adeguati di istruzione e di servizi sanitari.

La SVIMEZ giustamente pone in rilievo che lo sviluppo del Sud può aiutare lo sviluppo del Nord e dell’Italia intera.

 

Sud, diritto alla salute e prospettive di sviluppo

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Oggi 3 ottobre, alle 16 presso il Benny Hotel di Catanzaro, dibattito con il Direttore della SVIMEZ Luca Bianchi e il Consigliere SVIMEZ Giuseppe Soriero

Sviluppo, Diritto alla salute, Medicina di prossimità” sono i temi al centro del confronto, organizzato dall’Associazione IL CAMPO idee per il futuro e dal circolo Catanzaro Ovest del P D.

“La Calabria – dichiara Soriero, Presidente dell’Associazione IL CAMPO–  è una Regione continuamente in bilico tra arretratezza e innovazione e deve utilizzare con trasparenza la grande occasione dei nuovi fondi elargiti dall’Europa”.

Le Istituzioni ai vari livelli adesso devono saper esprimere un impegno eccezionale per superare la inaccettabile carenza di servizi che rischia di far esplodere la società meridionale. Perciò non ci può essere spazio alcuno né per la mafia né per gruppi affaristici che in più occasioni, distorcendo l’uso dei fondi pubblici, hanno indebolito la credibilità dei calabresi nel confronto nazionale ed europeo.

Sono disponibili tante risorse da poter garantire finalmente ai cittadini calabresi, diritti fondamentali: vivibilità dell’ambiente locale, sicurezza sul territorio, livelli più adeguati di istruzione e di servizi sanitari.

La SVIMEZ giustamente pone in rilievo che lo sviluppo del Sud può aiutare lo sviluppo del Nord e dell’Italia intera.

Ieri il Presidente del Consiglio Conte, dopo aver partecipato alla riunione a Bruxelles, è rientrato direttamente a Bari per rilanciare autorevolmente questo messaggio all’apertura della Fiera del Levante. È un impulso a discutere subito concretamente sui progetti di sviluppo su cui concentrare le  risorse europee per il Recovery Fund: “Per riequilibrare, come dice Luca Bianchi, con un intervento che vada ben oltre il peso naturale del Sud (34%), i diritti di cittadinanza e di civiltà in Calabria e nel Paese.”

Presentazioni in Calabria di “Illusione diagonale” – Le interviste

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Di seguito le interviste rilasciate a TeleLibera Cassano e TeleJonio da Antonio Soriero, segretario del Campo e autore del romanzo “Illusione diagonale”, in occasione delle presentazioni del libro tenute ai Laghi di Sibari e a Soverato.

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Parte il Tavolo di lavoro sull’alta formazione artistica, musicale e coreutica

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Il ministro Manfredi: “Con il nuovo Tavolo di lavoro riscriveremo le regole di governance per dare impulso alle Afam”

Il presidente Soriero: “Il Tavolo si muove nel verso giusto per dare al nostro settore la centralità che merita”

“Le istituzioni AFAM sono creazione di bellezza e simbolo di una tradizione culturale continuamente viva, grazie al lavoro e alla professionalità instancabile di tanti artisti, musicisti e ricercatori che raccontano il patrimonio della musica e dell’arte italiana nel mondo. Il tavolo avviato ieri pomeriggio sulle AFAM darà nuova linfa all’intero settore”. Così il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha dichiarato a margine del  tavolo di lavoro svoltosi ieri presso la sede di Viale Trastevere alla presenza dei Presidenti delle Conferenze Nazionali AFAM.

Le strategie  concordate hanno l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle Accademie di Belle Arti e dei Conservatori di Musica, autentici punti di eccellenza nel panorama culturale e formativo italiano, tracciando le linee guida di un percorso volto ad un disegno di Legge delega che riorganizzi il sistema delle Istituzioni AFAM, che inoltre preveda l’incremento dei fondi per borse di studio e il rafforzamento di scambi interculturali.

“Grazie al tavolo – sottolinea Manfredi – sarà più agevole affrontare e risolvere le criticità che permangono e riscrivere sia le regole di governance che di regolamento”.

“I lavori avviati ieri si muovono nel verso giusto, con l’obiettivo di dare alle Accademie, ai Conservatori musicali e agli ISIA, la centralità e l’autonomia che meritano ” ha aggiunto Giuseppe Soriero, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti, presente al tavolo insieme a:  Giovanna Cassese, Presidente della Conferenza dei Presidenti e Direttori ISIA, Antonio Bisaccia, Presidente della Conferenza dei Direttori delle Accademie di Belle Arti, Antonio Ligios, Presidente della Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica e, in collegamento via Skype, Giovanni Floris, Presidente della Conferenza dei Presidenti dei Conservatori di Musica.

Giuseppe Soriero eletto Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Accademie Statali

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RICOSTITUITA LA CONFERENZA DEI PRESIDENTI DELLE ACCADEMIE STATALI

Il ministro Manfredi: “Le Accademie di Belle Arti e i Conservatori di Musica sono  punti di eccellenza del made in Italy”

Il presidente Soriero: “ Innovazione e creatività delle Accademie possono favorire un nuovo dialogo tra Nord e Sud”.

Valorizzare e rafforzare il modello italiano della formazione artistica attraverso l’aggiornamento dei percorsi formativi e il potenziamento della ricerca.  E’ l’obiettivo che si pone la ricostituita Conferenza dei Presidenti delle Accademie Statali sotto la guida di Giuseppe C. Soriero, eletto Presidente a conclusione dell’Assemblea convocata in videoconferenza. Dopo oltre tre anni d’interruzione, si ricostruisce così il circuito di 21 Istituzioni pubbliche prestigiose e ricche di competenze culturali e istituzionali nel raccordo con le diverse realtà del territorio. Assieme al Presidente Soriero è stata eletta anche la Giunta Nazionale composta dai Presidenti Giulio Baffi di Napoli, Alberta Campitelli di Roma, Paola Gribaudo di Torino, Fabio Moretti di Venezia, Antonio Passa di Carrara ed Ennio Triggiani di Bari.

Le Accademie di Belle Arti e i Conservatori di Musica sono punti di eccellenza del made in Italy che danno grande lustro all’Italia e possono contribuire in modo determinante allo sviluppo del Paese” ha sottolineato Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università e della Ricerca.

Il Presidente Giuseppe C. Soriero, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e componente del Consiglio d’Amministrazione SVIMEZ,  ha aggiunto: “I lavori che molti studenti delle Accademie, dei Conservatori musicali e degli ISIA hanno prodotto come elaborati di esami o di tesi dimostrano tanta creatività e innovazione in grado di connettere il mondo della formazione e quello della produzione. Le Accademie possono favorire un nuovo dialogo tra Nord e Sud”.

Roma, 14 luglio 2020

Il Ministro Manfredi insieme al presidente Soriero

Emergenza Italia, serve un nuovo livello di coesione nazionale ed europea (G. Borrello)

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Di Giovanna Borrello, docente universitaria e cofondatrice dell’Associazione IL CAMPO

Sono tra i fondatori  dell’associazione “Il Campo idee per il futuro” ; mi lega a Pino Soriero una lunga amicizia politica e anche il fatto che lui è stato il primo segretario della  Sezione Universitaria  del PCI  di Napoli e io l’ultima ancora stabile.

Eravamo riusciti per decenni a tenere in vita questa Sezione, tanto peculiare quanto fondata su solide basi di cultura e solidarietà aggregate centralmente ben al di là dei diversi riferimenti territoriali. E nonostante il  conflitto tra operaisti /intellettuali,che ha attraversato parte  del PCI soprattutto nel SUD-Italia in quegli anni, quando il mio successore il Prof. Polara sciolse inavvertitamente la Sezione, invitando gli iscritti ad aderire alle sezioni territoriali, dette adito alla Federazione provinciale di Napoli di sciogliere “finalmente” una sezione troppo “critica”.

Analoga audacia e sensibilità culturale ritrovai nei primi anni del 2000 rincontrando e dialogando con Pino Soriero e altri amici cofondatori della nuova associazione poltico-culturale.  Veniamo a noi. Il CAMPO  ha avuto il pregio di raccogliere intorno a se varie competenze e di lanciare un progetto  ideale e materiale  di grande respiro, articolato  in vari settori, a partire dall’interpretazione più aggiornata della realtà del Mezzogiorno per un confronto sulle prospettive di  governo dell’intero  Paese. Il CAMPO , nato anche con l’intento di sviluppare l’impostazione culturale indicata dal progetto-Prodi nel manifesto dal titolo suggestivo “L’Europa, il sogno e le scelte”.

Un lavoro pionieristico per contrastare la deriva a destra che intanto aveva dato spazio al modello berlusconiano. Partecipai da protagonista fin dalla istituzione del  Comitato per la lista unitaria alle  Europee, anche attraverso la mia partecipazione in quanto rappresentante dell’Associazione IL CAMPO , e ho potuto partecipare al confronto incalzante stimolato da Romano Prodi  sulle idee di programma  per le elezioni europee e successivamente anche a quello per le elezioni nazionali del 2006 e al percorso costituente per la  fondazione del Partito Democratico. Con la lista unitaria tra Margherita, PSI, DS e importanti associazioni nazionali già sin  dall’elezioni europee si venivano a  tracciate  i connotati strutturali del nuovo partito. Il PD avrebbe dovuto raccogliere le migliori tradizioni ed eredità dei Riformismi che avevano dominato lo scenario della seconda meta del ‘900 e segnare  con un alto profilo ideale e programmatico la nuova politica italiana.

Sappiamo tutti però poi come è andata a finire :  il 2° governo Prodi è durato solo 2 anni e il PD ha preso un’altra strada.  Quelle idee sono rimaste sulla carta e la mia delusione fu tale al punto che non volli prendere la tessera del PD. Non mi riconoscevo in quel partito di cui insieme ad altri ero stata fondatrice poiché si era rivelato molto diverso da quello che avevamo ideato.Sono ancora convinta che se  Prodi non fosse stato abbattuto dal fuoco amico, il PD e il destino dell’Italia sarebbero stati molto diversi.

Perché parlo di quegli anni di fervido lavoro programmatico ? Perché credo che l’emergenza coronavirus, ha dischiuso una possibile e nuova prospettiva comunitaria con gli  straordinari aiuti economici  europei  a noi destinati  e potrà  essere l’occasione di un rilancio complessivo del  sistema-Italia. Ma, dopo il lockdown, riusciremo a ricreare lo stesso clima di collaborazione di allora  tra le forze politiche italiane moderate e di sinistra ? Ho la preoccupazione invece che non stiamo partendo con il piede giusto. C’è stata in questa fase una centralizzazione dell’iniziativa programmatica in una task force  che sembrava piuttosto un’organizzazione segreta, da cui solo ora è emerso un documento, peraltro già accantonato dal Presidente del Consiglio  Conte. Balzano in primo piano le richieste sacrosante di confronto con il Parlamento e di riflessione più serrata anche tra le stesse forze alleate. Il Governo Conte  che prima dell’epidemia  era alquanto traballante si è rafforzato nel consenso di tanti cittadini poiché, a mio avviso, ha saputo concentrare nella sue mani ogni iniziativa. L’organizzazione degli Stati generali per diversi giorni ha messo in vetrina un dibattito ravvicinato con tante rappresentanze istituzionali, sociali e civili e culturali.  Ma dopo la vetrina cosa  consegna adesso in termini di progetto concreto?

Solo un piano coraggioso e coerente di sviluppo può evitare una nuova penalizzazione del Sud che, toccato appena  dall’epidemia, già può anticipare la partenza. Ho la netta sensazione invece che, per non isolare la potente Lombardia, abbiamo dovuto tutti subire un rallentamento. Chi mai avrebbe potuto pensare solo 1 anno fa che la mitica Lombardia, che pretendeva assieme al Veneto di trattenere per sé il grosso delle entrate fiscali, avrebbe poi disvelato tanti punti deboli proprio nel funzionamento della sanità? Era dunque illusoria la prospettiva di un Nord forte che potesse farcela da solo ! Credo che oggi più che mai serva al paese un progetto che superi il gap Nord- Sud, per costruire un nuovo livello di coesione nazionale ed europea. Per superare il divario economico e sociale  bisogna superare  l’approccio assistenzialistico presente in parte anche nella  cultura politica  della maggioranza di governo e rilanciare lo sviluppo a partire  dal Sud, dalle infrastrutture, sia materiali (la Tav, Il ponte sullo stretto) che immateriali(la Banda Larga),  riconvertire l’ILVA di Taranto, ridisegnare le Zone franche rubane. Se tutto questo non si farà, non un euro arriverà all’Italia di quella massa di denaro individuata nel Recovery Found, e perché no anche del MES.

Apriamo un dibattito senza infingimenti anche sul sito del CAMPO ! Questi  fondi non sono a nostra disposizione per essere distribuiti a pioggia, ma lo sono per fare riforme, che potranno giovare soprattutto al Sud per farlo  uscire dal  suo ritardo di sviluppo: questa  è la prima decisiva riforma che l’Europa si attende. L’epidemia ha messo in evidenza che la locomotiva Lombardia non può pensare di essere autosufficiente per guidare l’Italia giacchè è crollata sotto la sferza del virus anche a causa di distorsioni accumulate nel sistema sanitario pubblico-privato.

L’emergenza Covid , invece, è stata ben arginata e controllata nel sistema sanitario del Centro-Sud. Esso non è certo indenne da punti deboli e distorsioni clientelari ma evidentemente  ha saputo dar prova di essere molto più efficiente e in grado di saper valorizzare un’organizzazione sociale fondata sulla famiglia  più solidale verso i propri membri e verso gli anziani. Bisogna partire da Palermo, Napoli, Bari,  Taranto, la Calabria, il Molise etc.  per far ripartire tutte le altre regioni e città italiane,  sviluppando turismo  e industria anche quella pesante (non sono incompatibili ), piccole e medie imprese insieme alla riforma della burocrazia,perché la pubblica amministrazione del Sud è la più arretrata d’Italia e nuoce alla sua capacità di crescita.  E poi diciamolo, è arrivato il momento d’investire strategicamente in Scuola e Università. Già nel Sud ce ne sono di strutture prestigiose che possono bloccare  l’emigrazione al Nord o all’estero di tanti giovani  e giovani donne che porta a impoverire le famiglie e il territorio. Il Sud ha bisogno che i suoi giovani studino e investano  le loro energie dove sono nati, ha bisogno di una nuova classe dirigente, che  guidi un diverso modello di sviluppo che va pensato subito, in modo che gli aiuti economici non siano sperperati. Se dovessimo perdere questa occasione, sia chiaro a tutti, non è assolutamente certo che possano essercene altre più vantaggiose ne per il Sud, né per l’Italia!

 

Gli Stati Generali possono abbattere la gabbia del continuismo politico (G. Soriero)

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato i primi esiti del confronto aperto negli Stati Generali dell’Economia, evento da lui fortemente voluto per accelerare la riflessione strategica sul futuro dell’Italia, proprio nel momento in cui gli italiani provano a uscire dalla solitudine per misurarsi con tante contraddizioni di una società ancora ingiusta e diseguale. La quarantena di tre mesi ha sconvolto equilibri, abitudini e anche la concezione delle relazioni tra il cittadino e lo Stato, tra l’iniziativa privata e la funzione dei poteri pubblici.

Non temo tanto il rischio della “ passerella” quanto quello ben più insidioso della “gabbia” politicista di circuiti ristretti del potere che hanno demotivato tante energie positive.

Questo articolo è stato pubblicato in prima pagina sul “Quotidiano del Sud” del 17.06.2020

In questi anni non sono state forse costanti le sollecitazioni alla politica e alle istituzioni per allargare i circuiti del confronto e delle decisioni?

Apprezzo quindi la determinazione con cui il Presidente Conte ha chiuso il varco alle insidie mediatiche periodiche su potenzialità e rischi di un nuovo partito per concentrare l’attenzione sul metodo (confronto europeo al di là del sovranismo) e sul campo ( circuito virtuoso tra competenze e decisioni istituzionali).

Rispetto i richiami alla concretezza purchè la fretta non diventi l’alibi per il continuismo di vecchi metodi ed equilibri di potere. Il vezzo italiano, nei decenni scorsi, non è stato forse quello di stroncare sul nascere ogni tentativo di riflessione strategica?

  1. E’ appena il caso di ricordare, con le parole di Giorgio Ruffolo, che Il progetto 80, primo tentativo complesso di programmazione economica e territoriale del Governo di Centrosinistra (1969) fu subito bollato come “libro dei sogni” dall’ala conservatrice della DC facente capo ad Amintore Fanfani.
  2. Più di recente(2003) quando Romano Prodi esternò il suo manifesto strategico Il sogno l’Europa e le Scelte i decisori politici, dopo un primo avvio proficuo, imprigionarono tutta l’esperienza  nel dibattito lezioso  sull’uso del trattino tra centrosinistra o centro-sinistra.

Perciò la Politica di Piano va adesso incoraggiata, verificata e attuata  con un vero e proprio afflato culturale che possa collegare etica, economia e politica per rendere suggestivo e concreto il futuro dell’Italia. E auspico il confronto non solo in rete tra giovani, donne e associazioni culturali.

Il contributo dell’associazione IL CAMPO Idee per il futuro è già visibile sul nuovo sito www.associazioneilcampo.com, rilanciato proprio il 2 giugno scorso data-simbolo dell’Italia che, dopo la guerra, ha saputo costruire lo Stato, e poi fondare la Comunità europea, nell’afflato unitario tra persone (donne e uomini) e territori (Nord e Sud) con visione strategica e autorevolezza delle classi dirigenti.

Questa sfida si ripropone oggi, in un contesto storico certamente mutato, per sollecitare i partiti a uscire dal bozzolo di rituali dialettici ormai consunti e a contrastare più incisivamente i mali strutturali dell’Italia: mafia,  affarismo, evasione fiscale.

La parola chiave adesso non può che essere “coesione”, come hanno ricordato autorevolmente il Presidente della Repubblica, per primo e poi il Governatore della Banca d’Italia Visco; per contrastare disuguaglianze, povertà, disoccupazione (aggiornate da recenti ricerche Svimez), insomma la solitudine degli individui e dei territori. La pandemia ha stracciato gli schemi superficiali dei rancori ideologici laceranti tra il Nord e il Sud del Paese e ha fatto giustizia delle facili sbornie di un capitalismo degenerato.

Adesso ruolo dello Stato, sanità pubblica, tutela dell’ambiente e protezione civile, diritto all’istruzione, valore della ricerca e dell’alta formazione sono diventati di necessità riferimenti fondativi di una nuova coscienza di massa. Il Piano Colao, per i suoi stimoli interessanti, va certamente discusso in Parlamento, ma deve irrompere anche in tanti circuiti della società civile che non accettino di essere meri spettatori. Senza partire da zero, bensì magari ricominciando da tre, ad esempio dai tre progetti indicati domenica scorsa sulla stampa da Romano Prodi: lotta all’evasione, estensione del diritto allo studio, funzione nuova del volontariato. E con l’impegno di ripensare il rapporto tra Stato e Regioni per superare subito la schermaglia sulle competenze esclusive e rendere davvero concorrenti le competenze in grado d’intaccare finalmente al centro e in periferia quel circolo vizioso che tante volte, in nome di un bisogno impellente, continua a eternare meccanismi di protezione, clientela e  complicità oggettiva con le forme più proterve della burocrazia frenante. Ovviamente non ci si può affidare solo alle attese di Bruxelles, giacchè ci sono implicazioni più dirette di alcuni provvedimenti nazionali approvati e che vanno davvero coordinati.

Come far corrispondere ai finanziamenti ingenti, messi a disposizione dall’Europa e dal Governo, la visibilità rapida degli investimenti produttivi finalizzati a superare “i vent’anni di solitudine” di cui ho parlato nel mio recente libro? “Hic Rhodus hic salta!” per risvegliare l’anima del Paese, in tutte le sue componenti sociali e territoriali, senza più oscillare tra facili ottimismi e irrimediabili delusioni

Questa grande occasione storica può imprimere nuovo slancio all’impostazione già definita dal Ministro per il Sud poiché entra in campo di necessità l’utilità del Sud anche per il Nord, data la collocazione strategica tra Europa e Mediterraneo. Per il Mezzogiorno non c’è più dunque da rincorrere l’omologazione subalterna a vecchi modelli di sviluppo per far leva proprio su possibili nuovi scenari della macroarea euromediterranea.

Vanno dunque finalizzate prioritariamente le capacità operative di grandi struuture pubbliche, a partire dalle Ferrovie Italiane ed Anas, rendendo più rigorosi i controlli sulle modalità e i tempi di attuazione d’investimenti strategici nei porti, aeroporti, aree di scambio intermodale per dotare l’Italia e l’Europa di una piattaforma logistica in grado di misurarsi con il ripensamento obbligato che la Cina dovrà effettuare sulla Via della Seta.

Non possiamo considerare ineluttabile la pretesa della Turchia e della Russia di imporre un primato su questa parte del mondo e della storia, giacchè proprio le vicende del lockdown hanno ricominciato a connettere i brandelli lacerati del vecchio continente con sentimenti di fiducia e tenacia di tantissimi giovani che pretendono nuovi scenari di prospettiva unitaria

Accogliamo quindi con attenzione gli apporti culturali e tecnici espressi nel corso degli interventi negli Stati Generali dai vertici della Commissione e del Parlamento europei, poiché oggi più che mai sentiamo il bisogno di un’Europa forte che aiuti l’Italia a cooperare per  un nuovo sogno suggestivo e concreto di pace e di sviluppo.

W GLI STATI GENERALI (G. Soriero)

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Aperti oggi i lavori dell’evento fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Di Giuseppe Soriero (Presidente dell’Associazione IL CAMPO)

Credo che sia un segnale rilevante per accelerare la riflessione strategica sul futuro dell’Italia, proprio nel momento più delicato in cui gli italiani, dopo obbligati mesi di solitudine, provano a uscire dal guscio per misurarsi con tante contraddizioni di una società ancora ingiusta e diseguale. La quarantena di tre mesi ha sconvolto equilibri, abitudini e anche la concezione delle relazioni tra il cittadino e lo Stato, tra l’iniziativa privata e la funzione dei poteri pubblici.

Perciò sento il bisogno di allargare il confronto; non temo il rischio “ passerella” ma quello ben più insidioso della “gabbia politicista” di circuiti ristretti del potere e della comunicazione  che hanno stancato tante energie positive. Tanti giovani adesso  vogliono tornare in campo non delegare tutto ai vertici, né solo alle sacrosante sedi istituzionali. Auspico vivamente, quindi, il confronto non solo in rete tra giovani, donne e associazioni culturali.

Il contributo dell’associazione IL CAMPO Idee per il futuro è già visibile sul nuovo sito www.associazioneilcampo.com, rilanciato proprio il 2 giugno scorso, Festa della Repubblica, data-simbolo dell’Italia che, dopo la guerra, ha saputo costruire lo Stato, nell’afflato unitario tra persone (donne e uomini) e territori (Nord e Sud), protagonista tra i fondatori della Comunità europea e portatore di visione strategica, autorevolezza e competenza delle classi dirigenti.

È questa la sfida che si ripropone oggi, in un contesto storico certamente mutato, ma bisognoso dello stesso anelito alla costruzione di una sintesi per il futuro dell’Italia, per sollecitare la politica e i partiti a uscire dal bozzolo di rituali dialettici ormai consunti, per combattere fino in fondo mafia, affarismo, evasione fiscale.

La parola chiave adesso non può che essere “coesione”, come hanno ricordato autorevolmente il Presidente della Repubblica, per primo, il presidente Romano Prodi e il Governatore della Banca d’Italia Visco per contrastare le disuguaglianze, le povertà, la disoccupazione (significativi i recenti dati Svimez), insomma la solitudine degli individui e dei territori.  Solo un vero e corale impulso alla coesione può archiviare la stagione dei rancori ideologici tra il Nord e il Sud del Paese.

La pandemia ha stracciato quegli schemi superficiali e ha fatto giustizia delle facili sbornie di un capitalismo degenerato. Adesso ruolo dello Stato, sanità pubblica, tutela dell’ambiente e protezione civile, diritto all’istruzione, valore della ricerca e dell’alta formazione sono diventati di necessità riferimenti fondativi di una nuova coscienza di massa. Il Piano Colao e i suoi stimoli interessanti va discusso in Parlamento, ma anche in tanti circuiti della società civile che non accettino di essere derubricati al ruolo di spettatori.

Dobbiamo saper cogliere questa grande occasione storica, rilanciando l’impostazione già definita dal Ministro per il Sud. Ai finanziamenti ingenti, messi a disposizione dall’Europa e dal Governo, deve corrispondere più che la moltiplicazione dei convegni, la visibilità rapida degli investimenti produttivi finalizzati a superare “i vent’anni di solitudine” di cui ho parlato nel mio recente libro.

Qui entra in campo di necessità l’utilità del Sud anche per il Nord, data la collocazione strategica tra Europa e Mediterraneo. Ben vengano, quindi, gli interventi negli Stati Generali dei vertici della Commissione e del Parlamento europei, poiché oggi più che mai sentiamo il bisogno di un’Europa forte che aiuti l’Italia a cooperare per un nuovo sogno suggestivo e concreto di pace e di sviluppo.