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L’appello di 70 professionisti della sanità: “L’azienda Mater Domini faccia l’unico centro anti-Covid della Regione”

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(Fonte: “La Nuova Calabria”)

 

Il piano “anti-Covid” della Regione Calabria deve ancora essere approvato ufficialmente. La fase 2 prevede l’attivazione di Covid Hospital, in un disegno in cui “resuscitano” alcuni presidi calabresi. Contro questa impostazione si schierano una settantina di esponenti della comunità medica professionale e osservatori esterni…CONTINUA

Conte riceve Soriero. Grati per la sensibilità meridionalista del Presidente del Consiglio!

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ricevuto a Palazzo Chigi Giuseppe Soriero, Presidente dell’ Accademia di Belle Arti di Catanzaro e componente del Comitato di Presidenza Svimez

 

Illustrando alcune proposte contenute nel suo libro “Sud, 20 anni di solitudine” Soriero, nominato Cavaliere di Gran Croce dal Presidente Mattarella, proprio su proposta di Conte, ha evidenziato tante potenzialità di sviluppo centrate sull’inestimabile collocazione logistica della Calabria e del Mezzogiorno tra Europa e Mediterraneo.

 

L’Italia ha bisogno dello sviluppo del Sud per ridare slancio alla sua missione europea, proprio mentre il Mediterraneo è in ebollizione e spinge verso la modifica di equilibri secolari.

Le macroscopiche differenze di reddito, di servizi e di consumi tra le due aree del nostro Paese, messe in luce dall’ISTAT, possono essere superate se l’Italia comincia a rimuovere gli ostacoli strutturali che hanno finora frenato e diviso la comunità nazionale.

 

Stoppare le crociate ideologiche sugli “egoismi territoriali” per profilare una coscienza unitaria della nazione e valorizzare pienamente, nella legalità e trasparenza amministrativa, la strategia degli investimenti impostata dal Governo e dal Parlamento,  chiamando l’intero Paese a misurarsi sulle inedite sfide internazionali.

 

Solo la dotazione di nuove infrastrutture materiali e immateriali può risvegliare davvero l’anima del Sud e suscitare fiducia tra i tanti giovani che non vogliono andare via e che anzi sono pronti a misurarsi, producendo idee per lo sviluppo, cooperando tra loro per delineare una vera e propria “Rete dei giovani talenti”. Un network che, attraverso l’uso delle nuove tecnologie, sappia fare leva su tutto ciò che di positivo riescono ad esprimere adesso le strutture universitarie e culturali meridionali.

 

                                                                                                                                   

IL CAMPO al fianco del Procuratore Gratteri: il 18 gennaio in piazza a Catanzaro per “Una ragionevole speranza”

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L’Associazione IL CAMPO Idee per il futuro, impegnata sin dalla sua costituzione sui temi della legalità e del governo trasparente delle risorse, aderisce alla manifestazione, indetta dal “Comitato di prossimità” sabato 18 gennaio a Catanzaro, per alimentare una nuova stagione che apra più ampi spazi di libertà e di crescita civile nella nostra regione.

Il connubio tra ‘ndrangheta, massoneria deviata e malapolitica, che da anni soffoca la Calabria, finalmente grazie al lavoro prezioso della Procura della Repubblica, guidata da Nicola Gratteri, appare in tutta la sua gravità.

E’ questo il bubbone che ha impedito finora lo sviluppo sano  e ha costretto la nostra “meglio gioventù” a emigrare.

Perciò vogliamo contribuire a contrastare l’ipocrisia perversa di coloro che preferirebbero il silenzio per rinsaldare l’immobilismo complice che ha trascinato il decadimento economico, morale e culturale della regione.

Raccogliamo tutti il messaggio autorevole e suggestivo del Presidente della Repubblica  Mattarella per il nuovo anno 2020 :

“per promuovere fiducia, è decisivo il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni che devono alimentarla, favorendo coesione sociale…. La democrazia si rafforza se le istituzioni tengono viva una ragionevole speranza”.

Il prossimo 18 gennaio saremo davanti al Palazzo di Giustizia di Catanzaro per condividere assieme a tanti cittadini la gratitudine al Procuratore Gratteri, ai tanti validi collaboratori e a tutte le  Forze dell’Ordine  che coraggiosamente riescono ad alimentare una ragionevole speranza sul futuro della Calabria.

Ponte a funi sul Lao

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Articolo dell’Arch. Vincenzo Gallo, pubblicato sulla rivista “Apollinea” 

Mezzogiorno in progress

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Consegniamo alle giovani generazioni e a tutti i meridionali il sogno di un Sud protagonista della propria storia… nonostante tutto.

Dalla quarta di copertina:

“Il Mezzogiorno cantiere in progress?! Un cantiere sì, ma cantiere nazionale, europeo e mediterraneo. Il Mezzogiorno, la grande scommessa della nazione, deve tornare a crescere e ritrovare lo spirito di un’azione corale che ridia senso e direzione allo sviluppo dell’intero Paese. Tocca al Mezzogiorno, mettendo anche in discussione i suoi equilibri ed i suoi strumenti di programmazione e di governance, decidere del suo futuro. Lo Stato deve fare la sua parte. Per intero. Sul versante delle nuove frontiere dell’innovazione, della dotazione infrastrutturale, logistica e degli investimenti produttivi. Le scelte devono spingere il Mezzogiorno verso il centro delle relazioni internazionali e non bloccarlo ai margini del Mediterraneo. Ma la volontà e la capacità del Mezzogiorno, il suo orgoglio, sono dei must irrinunciabili”

 

MEZZOGIORNO IN PROGRESS?

– Ventinove autori mediterranei per 21 saggi sul Mezzogiorno… con qualche eccezione!

– Trenta esponenti meridionali per altrettante storie di impegno, di lavoro, di successo.

– In fondo, un filoso a ricordarci che non siamo meridionalisti.

L’indice ci restituisce lo spaccato del nostro volume e disegna un bel viaggio tra le tematiche del Sud che, mai come in questo momento, ci appassionano e ci sollecitano risposte concrete per il presente e visioni strategiche per il futuro.

L’obiettivo? Consegnare alle giovani generazioni e a tutti i meridionali il sogno di un Sud protagonista della propria storia.

 

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Calabria immbile? Il presidente Soriero commenta su “Il Mattino” gli ultimi dati del Rapporto SVIMEZ

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Articolo di Nando Santonastaso, pubblicato su “Il Mattino” del 10 novembre u.s.

 

Per leggere l’articolo, apri il sottostante file PDF.

STAGIONE BALNEARE 2019: INZIATA TARDI E MALE. IN CALABRIA GIÀ CHIUSA MENTRE È APERTA ALTROVE

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Di Mario Pileggi, geologo e componente del Consiglio nazionale degli Amici della Terra

 

A fine settembre, per decisione della Regione, si è chiusa in Calabria, come in altre regioni del Sud, la stagione balneare aperta ufficialmente il primo maggio. A differenza di altre regioni con clima meno favorevole dove è ancora aperta e nelle quali si è deciso anche di aprirla almeno un mese prima che in Calabria.

 

Durata soltanto 5 mesi, la stagione balneare 2019 si è aperta con lieve peggioramento della qualità delle acque marine rispetto all’anno precedente e si è caratterizzata per il perdurare delle solite carenze informative. Un peggioramento evidenziato, tra l’altro, da varie immagini di mare sporco o colorato di verde e giallo riguardanti alcune spiagge frequentate dai bagnanti sia dello Jonio che del Tirreno e pubblicate sia sui social che sulle pagine online di questo giornale durante l’estate.

 

Il peggioramento, rispetto alla precedente stagione, è emerso dai risultati delle analisi e classificazioni delle acque marine effettuate dall’Arpacal per l’apertura della stagione balneare 2019. In pratica si è rilevato sia l’aumento del numero di campioni analizzati con esito non conforme dal punto di vista igienico sanitario sia la riduzione di più di quattro chilometri delle spiagge classificate con acqua di qualità eccellente.

In particolare, dai risultati dei 3.844 campioni analizzati in corrispondenza delle 629 aree adibite alla balneazione nella Regione è emerso che il numero dei campioni con esiti non conformi da 82 della precedente stagione è salito a 110, pari al 2,86% rispetto al 2,13% della stagione balneare precedente; e la lunghezza complessiva delle aree adibite alla balneazione classificate di qualità eccellente dai 619.920 metri della stagione balneare precedente si è ridotta a 614.683 metri nell’attuale.

Sempre a livello regionale la lunghezza complessiva delle aree con acque classificate buone è di 26.888, quella delle aree classificate sufficienti è 15.972 metri e la lunghezza di tutte le aree  classificate di qualità scarsa con valori di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali fuori norma e con rischio per la salute dei bagnanti è di 14.216 metri.

Va evidenziato che come nel passato non sono stati esposti e in ben evidenza tutti i dati aggiornati su qualità delle acque e sui profili delle 629 aree adibite alla balneazione monitorate per la tutela della salute dei bagnanti; e nemmeno dove inizia e termina ogni area con divieto permanente di balneazione per inquinamento, aree che nel complesso interessano circa 40 chilometri di costa. In pratica si è continuato con le “carenze informative” già evidenziate nella “Relazione sull’inquinamento delle coste e gestione degli impianti di depurazione” del 2002 della Corte dei Conti. E c’è di più: alle carenze informative locali si aggiungono quelle nazionali del Ministero della Salute che non ha pubblicato i Rapporti sulla qualità delle acque di balneazione con le verifiche e conformità alla Direttiva europea 2006/7/CEE e le misure di gestione in atto; la scelta fino a tutto luglio scorso del Ministero di non pubblicare i Rapporti nazionali fa insorgere il sospetto di una rinuncia al ruolo di coordinamento nazionale sulle acque di balneazione nell’interesse dell’intero Bel Paese per favorire il prevalere degli interessi  localistici e spinte autonomistiche che accrescono il divario tra Nord e Sud.

I dati regionali, se considerati nel contesto più generale delle aree di balneazione dell’intero Bel Paese, evidenziano che la percentuale delle aree classificate di qualità eccellente, pur in diminuzione rispetto all’anno scorso, si mantiene superiore alla media nazionale pari al 90%.

 

Se questo confronto, tra le percentuali delle aree con acque classificate di qualità eccellente, invece di essere fatto con i dati complessivi regionali, viene fatto con i dati delle singole Province emergono differenze notevoli; in particolare, mentre nella  provincia Catanzaro si rileva un aumento e si raggiunge il 98,38% in quella di Cosenza si riduce all’88,16% inferiore alla media nazionale. Anche se di poco inferiore alla media nazionale è anche la percentuale dell’89,11% delle aree con acque classificate di qualità eccellente della Provincia di Reggio Calabria. D’altra parte le nove aree adibite alla balneazione ma classificate di qualità scarsa e con divieto di balneazione sono localizzate nelle tre Province di Cosenza, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Ma il dato più rilevante e ancora poco considerato sono i 657.543 metri di lunghezza complessiva delle aree balneabili sul Tirreno e sullo Jonio calabrese: una lunghezza che supera quella dell’insieme di sette Regioni come Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Marche, Molise e Basilicata.

La rilevanza di questo dato nel contesto più generale delle aree di balneazione dell’intero Bel Paese è rafforzata dalla quantità di spiagge naturali bagnate da acque classificate di qualità eccellente che supera i 614 chilometri e supera la percentuale della media nazionale. 

 

Se alla quantità di spiagge naturali, ritenute dai pediatri più adatte per bambini, con acque trasparenti e di qualità eccellente si aggiungono le specificità geo-ambientali con la più rilevante varietà di habitat e biodiversità, i tanti giacimenti archeologici delle più antiche civiltà dell’intero Occidente e il microclima più favorevole per la balneazione si comprende la preziosità del patrimonio costiero della Regione. Un patrimonio poco tutelato e non valorizzato e che continua a restare fuori dall’interesse e dalle agende delle classi dirigenti e degli Enti preposti al controllo e gestione dello stesso patrimonio.

In proposito è da evidenziare l’ingiustificata edannosa decisione di alcune regioni meridionali come la Calabria di limitare a soli 5 mesi, da Maggio a Settembre, la durata della stagione balneare a differenza di altre regioni meno favorite anche dal punto di vista climatico.  In Emilia Romagna e Sardegna, ad esempio, la stagione balneare inizia il primo gennaio e finisce il 31 dicembre e comprende sia una stagione balneare invernale che estiva. In particolare in Emilia Romagna la stagione balneare estiva inizia il sabato precedente la celebrazione della Pasqua e termina l’ultima domenica di ottobre mentrein Sardegna si apre il primo aprile e si chiude il 31 ottobre.

 

Per una valorizzazione del prezioso patrimonio costiero della Calabria e del Sud del Bel Paese, i dati e gli aspetti sopra accennati non possono continuare ad essere ignorati né dentro né fuori la Regione. Come non sono da trascurare le opportunità che si possono aprire col nuovo Governo con più ministri del Sud e le prossime elezioni regionali. Opportunità da non perdere per promuovere i necessari interventi per la tutela delle fasce costiere, delle risorse naturali presenti nonché dell’insieme del patrimonio archeologico che in esse trovano dimora e, quindi, per uno sviluppo del turismo in grado di coniugare l’elevata naturalità e gli alti valori storico-artistici ed enogastronomici disponibili.

 

 

Presentazione a Roma del Rapporto SVIMEZ 2019

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Il 4 novembre, a Roma, la presentazione dell’annuale edizione del Rapporto SVIMEZ.

 Ha assicurato la Sua presenza e un intervento il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

 

 
 

A Cosenza il convegno “Mezzogiorno. Valorizzazione dei tesori e dei talenti nascosti tra vocazione euro mediterranea e Regionalismo differenziato: strumenti”

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Nell’ambito dell’evento è stato presentato lo speciale della rivista “Myrrha” dedicato alla Calabria.

 

Tra i relatori anche il presidente dell’Associazione “Il Campo Idee per il futuro”, Pino Soriero.

 

Clicca sul file .pdf sottostante per leggere l’articolo del “Quotidiano del Sud”